Dopo l’ennesimo weekend di polemiche sugli arbitraggi in Serie A, la FIGC prova a cambiare rotta. Oggi prende il via il percorso voluto dal presidente Gabriele Gravina per trasformare gli arbitri in veri professionisti, con una struttura più autonoma e organizzata.
Come riportato da la Gazzetta dello Sport, il primo incontro si tiene nella sede federale, alla presenza del designatore Gianluca Rocchi. È il primo passo concreto dopo la riunione della scorsa settimana, in cui quasi tutte le componenti federali hanno ammesso che l’attuale sistema arbitrale non funziona come dovrebbe.
Cosa cambia con la nuova struttura
L’idea è creare una società di diritto privato, controllata al 100% dalla FIGC, con un budget iniziale di circa 17-18 milioni di euro. Questa nuova realtà sarà guidata da un consiglio di amministrazione indipendente e avrà due figure chiave: un direttore tecnico, che sceglierà gli arbitri di élite, e un direttore amministrativo, che gestirà contratti, sponsor e aspetti economici.
L’obiettivo è separare le scelte tecniche da quelle politiche. L’AIA continuerebbe a occuparsi soprattutto della formazione e delle categorie fino alla Serie C, mentre i migliori arbitri entrerebbero nella nuova struttura. Il professionismo sarà il punto centrale: inizialmente compensi a gettone, poi contratti a tempo determinato per chi entrerà stabilmente nel gruppo. Si parla di un organico composto da 40 arbitri, 66 assistenti e 24 VAR.
La FIGC punta a chiudere il progetto in un mese, con l’obiettivo di arrivare a una riforma condivisa e ridurre le polemiche che hanno segnato questa stagione.



[…] Gravina, Presidente della FIGC, a Gianluca Rocchi, designatore di Serie A e Serie B, per la riforma del mondo arbitrale […]