Il racconto del ritorno di Massimiliano Allegri a Milanello da parte di chi c’era lì sul posto

Vivere l’atmosfera del primo giorno di scuola a Milanello non ha prezzo. L’aria di Carnago è nuova, tornata ad essere respirabile e non tossica per negatività. C’è voglia di svegliarsi presto per vedere la squadra, per vedere il Mister.

Da chi è arrivato alle 6.30 davanti al cancello verde, fino all’arrivo di Matteo Gabbia poco prima delle 8.00. È lui ad aprire le danze, quelle che anticipano tutta la Serie A. C’è freschezza e non solo per l’ombra che copre la strada asfaltata, passerella dei più grandi giocatori della storia. Oltre alla temperatura godevole, si fanno discorsi d’auspicio in vista della stagione appena nata.

Chi c’è da tenere, chi verrà valutato, chi è sicuro partente. I test fisici comprendono tutti, qualsiasi status esso sia. Massimiliano Allegri convoca e attende un gruppo folto al raduno del 7 luglio, quello che sarà aperto ai media e ai tifosi. Nonostante la pessima annata precedente, non si può rinunciare a qualcosa di così rivoluzionario e da così vicino.

E a proposito di Allegri. Mamma mia. Il Mister è arrivato all’ingresso, ha acceso i fari indicando quello che la stampa voleva vedere: “Eccomi, sono qui“. Un “Buongiorno” che ha illuminato i volti dei presenti, un altro “Buongiorno” che ha scosso tutto il centro sportivo per l’intensità della voce, risultando divertente in un senso e impattante in un altro. Il trolley pieno di vestiti (si sa, rimarrà lì chiuso per un po’) e via di corsa subito a lavorare.

È poco, vero. Una banalità. Ma si vede una caratura e un’esperienza diversa. L’accoglienza ai calciatori, i colloqui individuali, la voglia di esserci. E questo si trasla bene sui giocatori, motivati da chi sa che il calcio è un fattore mentale, oltre ogni logica tattica. Si vive bene a Milanello, questo è sicuro. Sperando che il tifoso che alle 18.00 di lunedì non sfugga questa positività. Ecco, ai supporters servirebbe questo segnale qui. Una sveglia comune.

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