Adrien Rabiot ha fatto una bella chiacchierata con la Gazzetta dello Sport. Questi i punti salienti dell’intervista.
Sa che al Milan può alzare trofei: “Perché qui ci sono tutte le componenti per farlo. Un club come il Milan, un bel gruppo nello spogliatoio e uno staff tecnico importante. Adesso dobbiamo lavorare settimana dopo settimana, impegnarci al massimo e sacrificarci. Per vincere bisogna dare sempre qualcosa in più, avere la mentalità che il mister ci trasmette“.
Su Allegri: “È un vincente e mi piacciono la sua personalità, come allena, la passione che ha per il calcio e la sua ambizione. Dà sempre tutto e mi rivedo nel suo modo di pensare. Fuori dal campo poi è sempre molto positivo, fa delle battute e ci fa stare tranquilli“.
Più volte ricercato: “Il Milan mi aveva cercato anche lo scorso anno, quando ero svincolato, e avevamo parlato. Con me la squadra sarebbe arrivata più in alto rispetto all’ottavo posto? Non lo so, ma visto quello che stiamo facendo adesso, dico che sono arrivato a Milanello al momento giusto. Il club rossonero mi voleva anche a luglio, quando ero al Marsiglia ma era difficile per me andarmene. Dopo che è successa quella cosa (l’episodio nello spogliatoio con Rowe, ndr) altre società italiane mi hanno contattato, ma io sapevo cosa volevo. Allegri mi aveva detto: ‘Vediamo cosa succede…’ e qualcosa è successo davvero. Non so come fa, ma prevede anche… il futuro (ride, ndr)“.
In cosa è migliorato dai tempi della Juventus: “Mi sento più leader e più maturo, ma non sono ‘arrivato’: finché gioco, cerco di poter crescere sempre, ogni stagione. La scorsa stagione, per esempio, è stata importante per me e credo di aver fatto altri progressi. Lo stesso in questi mesi al Milan: cerco di curare i dettagli, studio con attenzione i video degli avversari e anche i miei. E quando vedo nelle immagini che faccio una cosa giusta che magari in precedenza non facevo… mi piace“.
Il suo primo gol da milanista: “Lo spero. Vorrei segnare il prima possibile sia a San Siro sia fuori casa. Mi piace far gol o servire assist, ma il mio ruolo principale però non è questo: io devo aiutare la squadra con corsa, contrasti, consigli ed esperienza. Se continuiamo a vincere e non faccio gol, va bene lo stesso“.
Cosa pensava il Mister del suo infortunio: “Mi chiedeva quando tornavo tre-quattro volte al giorno, ma in realtà voleva che giocassi solo quando ero pronto, perché l’infortunio era importante. Avere un allenatore che ti parla spesso, anche quando non sei disponibile, ti aiuta a stare concentrato sull’obiettivo. Pure in questo Allegri è super“.
Il derby: “Felicità perché è una partita speciale per il Milan e i milanisti. È stato bello vincere il primo derby a San Siro e sono orgoglioso di come abbiamo giocato. Questi tre punti ci danno ulteriore fiducia“.
Presto per parlare di scudetto: “Sì. Pensare allo scudetto non serve: cerchiamo di vincere ogni partita e di raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati (la qualificazione alla Champions, ndr). Più passano le settimane e più vediamo che il gruppo ha qualità e mentalità giuste. Senza infortuni, speriamo di essere a febbraio-marzo nella posizione per giocarci le nostre chance“.
Su Maignan: “È stato eccezionale nel derby. Rinnovo? Ovviamente lo spero come tutti al Milan. Maignan è un portiere straordinario e non ce ne sono tanti al mondo forti come lui. Per noi è un giocatore determinante e poi Mike ama la maglia rossonera. Non entro nella trattativa tra lui e la dirigenza del club, ma mi auguro che continui a crescere in questa società, con un allenatore come Allegri e in questo gruppo“.
Su Nkunku: “È un talento e lo ha già dimostrato in passato. Lo conosco perché siamo cresciuti insieme, lui, Mike (Maignan, ndr) e io. È arrivato dal Chelsea fuori forma e deve adattarsi a un campionato difficile come la Serie A, ma ora sta bene fisicamente ed è motivato. Sono sicuro che appena si sbloccherà…“.
Su Leao: “In allenamento si impegna molto e oggi (ieri, ndr) per esempio ha fatto alcune scivolate in fase difensiva per recuperare il pallone: è bello vedere un talento come lui che si sacrifica per la squadra. Rispetto a quando ero alla Juve, è migliorato tanto“.
Su Modric: “È una persona semplice e ama il calcio come un bambino. A centrocampo con lui mi sono trovato molto bene fin dal primo giorno perché ha qualità, visione del gioco, ma dà un grande contributo anche in fase di riconquista del pallone, correndo ed entrando deciso quando deve. È un giocatore straordinario che mi stupisce per la voglia che, a 40 anni, mette in campo ogni giorno. Lo ammiro molto: quando avrò la sua età, spero di avere ancora passione“.



[…] “Scudetto? Sarà una lotta tra Milan, Inter, Napoli e Roma. Gasperini è uno davvero bravo. La Juve deve giocare un po’ meglio“. […]