La Gazzetta dello Sport, nel proprio approfondimento odierno, mostra quali sono ancora i lavori da effettuare da parte di Massimiliano Allegri come allenatore del Milan. Per il totale rinnovamento della sua squadra mancano quattro punti fondamentali.
- La difesa non ha ancora stupito del tutto. È vero che contro Bari e Lecce non si ha subito più di tanto, ma contro la Cremonese, a San Siro poi, due reti non si devono prendere. Conoscendo il mantra del Mister, si studierà un rinnovato reparto durante la settimana, arrivando a scegliere un leader: Tomori può essere la soluzione adatta. Ci si aspetta di più anche da Maignan, troppo fragile nella scorsa stagione.
- Dopo la difesa a tre, ecco l’attacco a due. Nel tandem il fulcro deve andare su Leao, quest’anno vera e propria punta: l’evoluzione personale deve portarlo a un obiettivo di 20 gol, ma l’infortunio al polpaccio ha rallentato il processo. I compagni come Nkunku e Pulisic saranno jolly offensivi.
- Lanciare i giovani. Allegri non ha una grande nomea sotto questo punto di vista, ma il Diavolo ha effettuato un mercato molto attento all’età. In generale, la Rosea si concentra molto sul gruppo: l’ingresso di Nkunku è impressionante, mentre c’è chi è ancora troppo timido. Ricci e De Winter scalpitano, sanno di poter essere titolari. Per Athekame e Odogu c’è bisogno di pazienza.
- La titolarità di Adrien Rabiot. Designato per partire dall’inizio nonostante il tardo arrivo dalla sessione estiva, il suo acquisto è stato richiesto da parecchio tempo. Evidentemente il tecnico punta sulla sua personalità e la sua esperienza per fare da insegnante a Milanello e per vincere le partite quando si tratta di gare ufficiali. E con un centrocampo che conta anche altri nomi interessanti (Jashari…) ci sarà una competizione interna sempre più interessante.


