Il calcio moderno è sempre più analizzato, spiegato e commentato, utilizzando dati. La frontiera della comunicazione ha preso questa tendenza, ma sappiamo bene che i numeri danno importanti indicazioni però la contestualizzazione resta fondamentale per comprendere l’insieme.
Tra le diverse statistiche discusse in questi giorni c’è la PPDA, ovvero passaggi concessi per azione difensiva, un elemento che aiuta a capire quale squadra attacca più o meno in alto un’avversaria.
I rossoneri sono ultimi in questa classifica, e li identifica come i più ‘attendisti’, diciamo che si tratta di una non notizia per chi guarda le gare del Diavolo. Tuttavia andando oltre la mera statistica, è chiaro che il Milan non attacchi all’arma bianca senza palla ma è altrettanto vero che non è una squadra che si schiaccia più di tanto.
Il baricentro non è esasperato né in un senso né nell’altro. È la vera contro tendenza rispetto alle versioni recenti. La debolezza difensiva era l’elemento maggiormente negativo che peraltro ha caratterizzato le ultime stagioni.
Era prevedibile che Allegri avrebbe cercato di invertire quest’inclinazione, non era però scontato ci riuscisse. Sebbene sia un dato che sta facendo crescere una narrativa di un Milan catenacciaro, in realtà guardando con più attenzione matcha meglio con le caratteristiche dei giocatori a disposizioni e le necessità di aver equilibrio.
Squadra corta, con balance e giudizio. Allegrismo at its finest.


