Pavlovic: «Il derby sarà una partita dura, noi saremo pronti. Lotta scudetto? Ancora non è finita»

Il centrale difensivo rossonero Strahinja Pavlovic ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport in vista del derby di domenica sera.

Le parole di Pavlovic su che derby si aspetta

«Sarà una partita dura. L’Inter è davanti in classifica e forse giocherà con meno pressione rispetto a noi. Ma il derby fa storia a sé: ognuno è diverso dall’altro. Mi aspetto una gara con molta lotta e spero che riusciremo a vincere».

Se è l’uomo giusto per le lotte

«Si può dire così (ride, ndr). A me piacciono questi tipi di sfide, ma penso che chiunque giochi a calcio con passione, viva per incontri del genere. Credo che siamo tutti pronti per il derby».

Su quale derby di Milano ricorda con più piacere

«Il 3-0 nella semifinale di ritorno della scorsa Coppa Italia. Nei derby è difficile godersi l’incontro perché sono sempre duri e pieni di duelli. Quella volta invece mi sono divertito e non la dimentico. Quello di Supercoppa? Sì, è stata una rimonta incredibile, anche se l’ho vissuta in maniera un po’ diversa perché ero in panchina. Guardare è quasi più difficile che giocare e le emozioni sono diverse, ma anche quella sera ero comunque molto felice».

Se il derby di Milano è diverso

«Sì perché l’atmosfera è particolare. In Serbia sono cresciuto in ambienti simili, con partite sentite e tese, ma qui è diverso: ho la sensazione che si inizi a parlare del derby un mese prima. Tutti sono concentrati su questa sfida e sembra che non ci sia niente di più importante che vincerla».

Inter favorita?

«No. Nei derby non esistono favoriti. Lo abbiamo visto anche la scorsa stagione: in campionato abbiamo fatto fatica e siamo arrivati ottavi, ma i derby li abbiamo spesso vinti. Il derby fa storia a sé».

Sulle parole di Leao sul derby

«Sono d’accordo con Rafa. Possiamo dire che è la partita più importante della stagione, un match speciale: chiunque a Milano sa quanto conta».

Sull’atmosfera nello spogliatoio

«Siamo professionisti e dobbiamo prepararci allo stesso modo per ogni incontro, però è vero che nell’aria si sente l’emozione per il derby in arrivo».

Sulle leggende rossonere

«Basta fare una passeggiata a Milanello per capire quante leggende hanno giocato qui: le foto sono ovunque, nella sala da pranzo, nello spogliatoio, in palestra… Mi rende felice indossare la stessa maglia che hanno indossato loro. È una sensazione bellissima, difficile da descrivere».

Sulle differenze tra Serie A e altri campionati

«Il Milan è il club più grande in cui ho militato finora e la Serie A è più forte rispetto ad Austria, Francia e Serbia. Qui è tutto diverso: non esistono partite facili e in questi due anni scarsi ho imparato più che nei sei precedenti della mia carriera. Per un difensore è la lega perfetta per crescere».

Sulla fase difensiva con Allegri

«Il mister mette molta attenzione sulla difesa e abbiamo fatto tanti progressi. Il merito però non è solo dei difensori perché serve l’aiuto di tutti: gli attaccanti e i centrocampisti ci danno una bella mano. Cosa ho imparato dal mister? Tantissime piccole cose. Ho iniziato a prestare attenzione a dettagli che prima non consideravo e che fanno la differenza».

Se è soddisfatto del campionato del Milan finora

«È una domanda difficile… Rispetto all’anno scorso siamo contenti: l’obiettivo a inizio stagione era entrare tra le prime quattro e siamo in corsa per raggiungerlo. Però guardando il nostro rendimento, penso che avremmo potuto avere più punti, quindi un po’ di rammarico c’è. Mancano ancora undici partite e faremo tutto il possibile per ottenere il massimo».

Se ora conta solo il derby

«Esatto. Andiamo avanti partita dopo partita e alla fine vedremo dove saremo arrivati. Problemi con le medio-piccole? Se guardiamo i risultati con le prime sei in classifica, abbiamo tante vittorie perché siamo più pericolosi nelle ripartenze e nelle azioni veloci. Facciamo più fatica contro le squadre che si difendono con il blocco basso, quando abbiamo tanto possesso. Miglioreremo».

Se una vittoria nel derby farebbe credere allo scudetto

«Nulla è ancora finito. Mancano undici giornate e l’importante è restare uniti e dare il massimo fino all’ultimo minuto».

Sull’avversario più difficile negli allenamenti

«Leao è molto difficile da fermare, ma io soffro soprattutto Pulisic. E’ il tipo di giocatore che non va allo scontro: è veloce e ti sfugge via. Non puoi entrare forte perché trova il modo di sgusciarti via, come un serpente. Si sbloccherà? Lo spero. Lui è forte e per noi è fondamentale».

Su Gabbia

«Gli auguro una pronta guarigione, come gli ho già scritto per messaggio. Ci mancherà: è una grande persona prima ancora che un grande giocatore».

Su cosa vuole dire ai tifosi

«Grazie per il supporto perché sono sempre il nostro dodicesimo uomo. Proveremo a vincere il derby. Saremo pronti? Si».

Inter-Milan: l'esultanza di Matteo Gabbia, Fikayo Tomori, Strahinja Pavlovic, Mike Maignan e Davide Bartesaghi (Photo Credit: Fabrizio Carabelli / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Inter-Milan: l’esultanza di Matteo Gabbia, Fikayo Tomori, Strahinja Pavlovic, Mike Maignan e Davide Bartesaghi (Photo Credit: Fabrizio Carabelli / IPA Sport / IPA via IPA Agency)

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