Le pagelle di Milan-Benevento: Calha al bacio, doppia-faccia Theo la chiude. Dalot e Saele sugli scudi, Bennacer bocciato

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DONNARUMMA 6.5 – Chiamato in causa seriamente solo una volta, risponde presente, alla faccia delle critiche durate un’intera settimana. Spalle larghe.

DALOT 7 – Stasera non fa rimpiangere Calabria: interviene provvidenzialmente su Lapadula dimenticato da Tomori e nel secondo tempo esce un paio di volte palla al piede dopo chiusure puntuali.

TOMORI 5.5 – Continua il periodo no del centrale in prestito dal Chelsea. La velocità lo salva, ma le amnesie anche stasera sono parecchie.

ROMAGNOLI 6.5 – Di nuovo titolare dopo quasi due mesi, risponde con una prova attenta e precisa come non si vedeva da tempo. Il riposo gli ha giovato.

HERNANDEZ 6.5 – Salva con un gol decisivo una prestazione per un’ora scialba e deludente. Spesso per terra, il terzino rossonero si dimentica di difendere ma soprattutto di attaccare, preferendo la giocata comoda e banale (dal 75′, CALABRIA 6).

BENNACER 5.5 – Il peggiore in campo dei suoi. Paga ancora la lunga assenza, ma al momento la sensazione è che in mezzo al campo – a due – faccia fatica a tenere il ritmo. Lascia il posto a Tonali dopo il primo tempo per non rischiare di lasciare in dieci la squadra. E saltare la Juve (dal 46′, TONALI 6).

KESSIE 6.5 – Stupisce ormai solo quando fa male, come lunedì contro la Lazio. Con un Bennacer spento, tiene in piedi il centrocampo da solo per un tempo. Nella rispresa amministra ordinariamente. Il velo per Calha, in occasione del primo gol, gli vale il mezzo punto in più.

SAELEMAEKERS 7 – Gli manca il gol – che potrebbe provare quando si incarta tra pallone e le sue stesse gambe al 57′ – ma la prova è sontuosa: corsa, dinamismo, recuperi e un assist per Calha che incornicia un’azione favolosa. Riecco la Salamandra! (Dal 75′, CASTILLEJO 6).

CALHANOGLU 7 – Fosse sempre questo, il Milan potrebbe stare tranquillo. Segna e prova ad illuminare, peccato solo che oggi i compagni sottoporta siano poco precisi e Montipò faccia gli straordinari. Fosse sempre questo, appunto: continuità cercasi! (Dall’89’, BRAHIM DIAZ s.v.).

LEAO 5.5 – Qualche break, un buon numero di palloni recuperati: sicuramente qualcosa di più elle ultime due prove a dir poco incolori. Ma non basta per garantirsi il ruolo di esterno sinistro e soprattutto per far male al Benevento: non ancora all’altezza (dal 75′, REBIC 6).

IBRAHIMOVIC 6 – Non segna, si muove poco, fallisce due gol da pochi passi… ma la sensazione è sempre quella che attorno alla sua figura questa aura di onnipotenza metta soggezione e timidezza nei confronti degli avversari, al punto da renderli più vulnerabili. Al di là dei giochetti da marciapiede, la sua presenza è determinante anche se sul tabellino il suo nome non compare.

PIOLI 6.5 – Con Ibra in campo diventa tutto più facile, a partire dalla formazione. Senza doversi inventare il vice-Ibra, il mister mette in campo il “Milan tipo” che – anche se un po’ a singhiozzo – ad ogni modo crea diverse occasioni da gol (che se poi i suoi uomini falliscono a pochi passi dalla porta, non è colpa sua). Ancora qualcosina da registrare dietro, ma tutto sommato un Milan finalmente offensivo. E vincente.

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