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Milan, la scelta di Okafor è coerente: ecco perché potrebbe trattarsi di una scelta di mercato azzeccata

Non sarà un nome desiderato come quello di Chukwueze e Pulisic e magari non c’è attualmente in atto una folle corsa all’acquisto della maglia numero 17, ma quello tra il Milan e Noah Okafor potrebbe rivelarsi un matrimonio decisamente felice.

Per l’attacco del Milan era atteso un nome magari non roboante, perché le linee guida di spesa della società sono chiarissime, ma più di richiamo rispetto a quello di Noah Okafor. In realtà, ad una più attenta analisi, non solo si può rilevare come l’acquisto dello svizzero sia una scelta più coerente rispetto a quanto lo sarebbe stato quello di Scamacca, Morata o Taremi, ma anche come questo eclettico attaccante apra a molteplici scenari fuori e dentro il campo. Proviamo ad ipotizzarne alcuni.

Okafor, passaporto ok

Classe 2000, ha compiuto 23 anni nel mese di maggio. Il primo punto a suo favore è certamente il passaporto, non soltanto per il fatto che essendo naturalizzato elvetico è considerato, per quanto riguarda il calcio, comunitario, ma anche perché con i suoi 23 anni rispetta appieno i parametri “verdi” con i quali il Milan ormai da alcuni anni viene concepito.

Scelta tra l’altro in decisa controtendenza rispetto alle ultime stagioni: sia quelle felici, vedi Ibra e Giroud, sia quelle infelici, ovvero Origi sono state preferenze cadute sull’usato sicuro. Un altro punto a favore Okafor lo segna alla voce costo del cartellino, anch’esso in perfetta sintonia con quanto la società aveva deciso di mettere sul piatto, per colmare il vuoto nel ruolo di alternativa a Giroud. Probabilmente, anche qualcosa meno del previsto.

Le caratteristiche tecniche e la posizione in campo

Okafor arrivò al Salisburgo nel 2020 e venne frettolosamente paragonato al suo predecessore, Haaland, con cui in realtà a poco da spartire. Questo però non significa che non sia un buon giocatore. Noah è per certi versi più simile a Openda, l’attaccante del Lens che piaceva tanto al Milan in primavera, finito poi in Germania, al Lipsia. Non tanto per caratteristiche fisiche, in quanto è più alto e più strutturato fisicamente rispetto al centravanti belga, quanto per la sua velocità, tecnica e imprevedibilità.

Imprevedibilità che molti osservatori attribuiscono anche sua collocazione in campo, non così precisa e definibile. Si sta parlando infatti da più parti, in queste ore, di un suo utilizzo non solo in mezzo all’area ma anche come vertice destro o sinistro dell’attacco. Occorre però aprire una parentesi a questo proposito. È positivo che Okafor sia utilizzabile in più punti della scacchiera, è però fondamentale che Pioli valuti con chiarezza dove sia meglio collocarlo, ovvero dove crede che possa essere realmente utile alla causa, se non si vuole ripetere gli equivoci trattatici che hanno riguardato prima Rebic, poi Origi e anche De Ketelaere.

Pedine la cui mattonella di partenza sul campo non è mai stata completamente definita, elemento che ha contribuito, insieme a un rendimento altalenante, per non dire scadente, a relegarli ai margini del progetto. Quindi, è importante avere un attaccante duttile ma ancora più importante è sapere, o quantomeno immaginare, quale uso se ne intenda fare.

Un altro elemento che salta agli occhi è che lo svizzero non è certamente un goleador. Partendo dal presupposto che la Serie A sarà il primo test davvero probante della sua carriera, Champions League a parte, i numeri dicono che è in linea con le medie realizzative di Leao e Giroud. Avere due attaccanti da 22 gol o tre da 15 non fa molta differenza, se le reti arrivano al momento giusto.

Come ampiamente dimostrato da Giroud (che gli dei del calcio lo conservino intonso ancora una stagione, magari anche due) quando fai gol spesso conta più di quanti gol fai. Occorre chiedersi: contano di più 5 gol a una provinciale o 2 gol in uno scontro diretto? Ciò detto, non significa che un bomber non farebbe comodo, ma bisogna fare altre due considerazioni.

I possibili sviluppi

La prima: Pioli potrebbe anche optare per un Milan con il falso nove, in stile prima Roma di Spalletti o primo Barcellona di Guardiola. Se l’acquisto di Chukwueze come sembra, verrà definito, saranno molte le frecce all’arco del tecnico del Milan in zona gol: potrà contare sul contributo naturalmente di Leao, ma anche Pulisic, Chukwueze appunto, Romero e aspetto non trascurabile, gli eventuali inserimenti di Loftus-Cheek, Reijnders e quando rientrerà dall’infortunio, di Bennacer. Con i loro gol, il Milan potrebbe decidere di volta in volta se dare un punto di riferimento in avanti e schierare Giroud o rendere più imprevedibile la manovra con Okafor.

Seconda considerazione: alcuni attaccanti nel corso della loro carriera si sono evoluti, diventando molto più decisivi sotto porta. Vengono in mente paragoni un po’ scomodi in realtà, come lo sono quelli con Ibrahimovic e Luca Toni, a cui al momento Noah Okafor non può essere paragonato, per motivi di curriculum, ma augurandogli allo stesso tempo un futuro altrettanto radioso. Certo, stiamo parlando di qualcosa di imponderabile e puramente ipotetico, però è una strada assolutamente percorribile, non sarebbe il primo attaccante che prende confidenza con il gol più avanti negli anni. Ciò potrebbe valere inoltre anche per Rafa Leao.

C’è ancora un ultimo elemento che dobbiamo considerare: l’acquisto di Okafor potrebbe non essere l’unico nel reparto d’attacco. Come detto, l’acquisizione del cartellino a costi estremamente ragionevoli, se parametrati alle tendenze all’estremo rialzo sel mercato odierno, potrebbe far tenere le antenne dritte su possibili occasioni, con l’arrivo, magari anche in prestito, di pedine desiderose di cambiare aria che non sono riuscite a trovare la giusta via d’uscita.

Occasioni che si presenterebbero verso la fine del mercato. Una ipotesi potrebbe riguardare lo stesso Scamacca che in prestito e con Okafor già inserito nella rosa, potrebbe essere una operazione che improvvisamente acquisisce molto più senso rispetto a quanto si prefigurava in precenza, ovvero con un suo arrivo in solitaria, senza “copertura”. Diventerebbe una scommessa certamente più sostenibile, con molto meno da perdere per il Milan, indipendentemente da quello che sarà il destino di Colombo.

Insomma, l’acquisto di Noah Okafor si potrebbe rivelare molto più interessante e redditizio di quanto possa sembrare al netto del suo valore in termini tecnici. Osservando bene i molteplici risvolti, le cose si potrebbero fare molto interessanti là davanti.

Leao-Okafor-Milan-Salisburgo
Leao-Okafor-Milan-Salisburgo

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