Nuovo Ds: ritardo, confusione, illusione. A Casa Milan gli errori non insegnano nulla

Il futuro del Milan è ancora tutto da scrivere tra la scelta del nuovo Ds e una finale di Coppa Italia che potrebbe portare un altro trofeo stagionale nella bacheca di Casa Milan e qualificare alla prossima Europa League senza passare dal campionato. I tre gol rifilati all’Inter nella magica notte di San Siro dello scorso mercoledì hanno ridato vita e dignità ad un finale di stagione che, altrimenti, avrebbe rischiato di andare in archivio tra malinconia, rabbia e delusione. Non si può certo negare la soddisfazione di vincere un derby in quella maniera, così come non può passare inosservato il fatto di aver sempre dimostrato, in questa stagione, di potersela giocare con l’Inter alla pari, non perdendo nemmeno una stracittadina e vincendone tre. Questo, però, non può e non deve far passare in secondo piano il nono posto in campionato, i tanti problemi che ci sono stati e si sono vissuti in questa stagione e gli errori fatti da una società e una dirigenza che sembra non aver imparato nulla dal passato. Anche qualora dovesse arrivare il secondo trofeo stagionale, infatti, con una finalissima contro il Bologna comunque tutta da scrivere, questa stagione non può e non deve passare in nessun modo come positiva e come un punto di partenza da cui ripartire. Se ti chiami Milan, sei al nono posto in classifica e l’anno prossimo non giocherai la Champions League, infatti, non ci sono Coppe Italia o Supercoppe Italiane che tengono, la stagione non può che essere considerata fallimentare.

Nuovo ds, una scelta obbligatoria. Questo gruppo di lavoro è stato un disastro

Milan: Zlatan Ibrahimovic, Giorgio Furlani (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Zlatan Ibrahimovic, Giorgio Furlani (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

Anzi. Vedere il Milan di Madrid e quello dei cinque derby stagionali, non può che far aumentare la rabbia e i rimpianti per una rosa di primissimo livello, con qualità e alternative infinite che è mestamente relegata al nono posto in classifica e si trova dietro a squadre che, almeno sulla carta, non sono minimamente all’altezza dei rossoneri. E, quindi, quali sono stati i problemi di questa stagione? Presto, detto. Il Milan ha cambiato due allenatori e nessuno dei due ha trovato il bandolo della matassa per cercare di dare continuità di gioco e di risultati, non trovando mai un minimo di equilibrio tecnico e tattico. Questo ha portato soltanto confusione, così come tanta, tantissima confusione c’è e c’è stata in società rispetto ai ruoli da svolgere e sul chi deve fare cosa. La scelta del nuovo ds, nel frattempo, continua ad essere posticipata e, addirittura, si vocifera che tutto potrebbe restare così com’è, intatto, inalterato, come se questa stagione non fosse mai esistita. Un gruppo di lavoro, quindi, senza nuovo ds e composto ancora da Moncada, Ibrahimovic, Furlani e coordinato da Gerry Cardinale, che ha sbagliato tutto quello che c’era da sbagliare. Dalla scelta dell’allenatore, due volte, alla gestione del Milan Futuro, fino al non affidarsi fin da subito ad un direttore sportivo competente, esperto e che potesse svolgere i propri compiti in autonomia e indipendenza. Il fatto che del nuovo ds non ci sia nemmeno l’ombra, ma si continui a navigare a vista, poi, non fa che sottolineare quanto a Casa Milan dagli errori del passato non si riesca ad imparare proprio nulla e si continui con supposizione ed arroganza a sbagliare qualsiasi scelta tra incompetenza e presunzione.

Nuovo Ds. Nomi, confusione e una possibile illusione

Giorgio Furlani, Igli Tare - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Giorgio Furlani, Igli Tare – MilanPress, robe dell’altro diavolo

Il nuovo ds deve e doveva essere già un tassello inserito all’interno del Milan, con la scelta del futuro allenatore, che un direttore sportivo già ufficiosamente in carica, avrebbe potuto compiere, tra primi contatti e sondaggi più o meno risolutivi. L’attuale dirigenza milanista, invece, dopo aver quasi chiuso, almeno secondo le voci che si susseguivano in quei giorni, circa un mese fa per Fabio Paratici, si è resa conto che l’ex direttore sportivo di Tottenham e Juventus non andava bene – un giorno forse capiremo le vere motivazioni alla base di quella rinuncia – ha parlato con Igli Tare, ma nemmeno l’albanese sembra davvero convincere. E, allora, ecco spuntare i nomi di D’Amico e Sartori che piacerebbero di più a Furlani ma, non essendo liberi, non possono ancora arrivare e non è nemmeno così probabile che lo vogliano. Insomma. Nulla di nuovo sotto il sole (o la nebbia) di Casa Milan. Nessuna possibilità di crearsi un vantaggio competitivo, o almeno di non perdere altro tempo visto il già colpevole ritardo rispetto alla concorrenza, cominciando già a programmare per la prossima stagione; nessuna voglia di fare un passo indietro, imparare dagli errori recenti e lavorare finalmente per il bene del Milan. Nessun nuovo ds e figuriamoci per quel che riguarda l’allenatore. Ancora ritardo, tanta confusione e, forse, l’illusione di portare a casa anche la Coppa Italia e far passare questa stagione come positiva e come un punto di arrivo. Due trofei, due palliativi enormi e controproducenti che porterebbero soltanto danni e improvvisazione. Il Milan merita e ha bisogno di altro. Quindi scegliete al più presto un nuovo ds, dategli le chiavi tecniche della squadra e limitatevi a non portare ulteriore caos e disordine. Il tutto per il bene del Milan.

Lino Dimitri
Lino Dimitri
Giornalista 35enne, Carmelo Dimitri è iscritto all'ordine dei Pubblicisti dal 2012. Dal 2010 collabora, a vario titolo, e scrive per diverse testate online, nazionali e non. Si occupa di Milan dal Settembre del 2011 e segue il calcio da quando era piccolissimo. Le sue più grandi passioni sono il calcio, il Milan e la scrittura. Attualmente è editorialista di punta nella redazione di MilanPress.it.

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