Nkunku, au revoir. Quello che poteva essere ma non è stato

Ci sono giocatori che quando lasciano una squadra si portano con sé mille domande. E se…? È il caso di Christopher Nkunku che dopo solo un anno va via dal Milan con un grande What if… Si chiude di fatto una parentesi che, per aspettative, caratteristiche e investimento, avrebbe dovuto e potuto raccontare una storia completamente diversa. Ed è proprio questo il punto. Un solo anno non è abbastanza per giudicare in toto il valore di un ragazzo. Perché al Milan Nkunku poteva essere altro, tanto altro. Ma non lo è stato e non potrà esserlo.

Quello che poteva essere: il Christopher Nkunku di Lipsia

A Lipsia Nkunku era diventato tutto quello che il Milan cerca adesso. Era diventato un giocatore capace di occupare praticamente ogni zona della trequarti, alternando la posizione di seconda punta a quella di trequartista, muovendosi alle spalle del centravanti e attaccando lo spazio con una continuità che lo rendeva difficilissimo da leggere. I numeri raccontano meglio di qualsiasi aggettivo la sua esplosione. Tra il 2019 e il 2023 ha disputato 119 partite di Bundesliga, segnando 47 gol e fornendo 43 assist. In Champions League ha aggiunto 14 reti e 4 assist in 29 presenze.

Ma è soprattutto il biennio 2021-23 a far accrescere ogni rimpianto al Milan. Nel 2021-22 Nkunku chiuse la Bundesliga con 20 gol e 13 assist in 34 partite, venendo premiato come miglior giocatore del campionato tedesco. L’anno successivo vinse anche la classifica marcatori della Bundesliga con 16 gol, alla pari con Niclas Füllkrug, un altro nome a caso…

Quello che è stato: la brutta copia dell’originale (?)

Il passaggio al Chelsea per circa 60 milioni di euro aveva rappresentato il naturale coronamento dell’esplosione tedesca. Ma in Inghilterra Nkunku non è mai riuscito a trovare continuità: gli infortuni hanno pesato e il rendimento è rimasto lontano da quello mostrato a Lipsia. Nel complesso, la sua esperienza londinese si è fermata a numeri molto più modesti rispetto a quelli che avevano preceduto il trasferimento. E soprattutto rispetto a quelli che tutti a Stamford Bridge si aspettavano.

Il Milan ha deciso comunque di scommetterci nell’estate del 2025, investendo circa 37 milioni di euro e legandolo al club fino al 2030. Il problema è che a Milanello è arrivato lo stesso giocatore visto al Chelsea. La forma originale (che poi non siamo nemmeno sicuri fosse quella ammirata a Lipsia), non è mai arrivata. Otto gol e tre assist: numeri tutt’altro che disastrosi, ma insufficienti per un giocatore chiamato a diventare una delle principali fonti di qualità dell’attacco rossonero. Un giocatore per il quale era stato accantonato l’investimento per il centravanti.

Quello che non sarà: il futuro di Nkunku non è più a Milano

Ed eccoci al presente. Il Milan ha deciso di separarsi, almeno temporaneamente, da Nkunku. Il ritorno al Lipsia ha quasi il sapore di una chiusura del cerchio: è lì che il francese aveva raggiunto la propria dimensione migliore ed è lì che proverà nuovamente a ritrovarla. Lontano da Milanello. E forse è proprio questo il capitolo che il Milan non potrà più scrivere.

Non vedremo Nkunku diventare il giocatore che ci si immaginava quando è stato acquistato. Non sapremo mai se, con un altro allenatore, un altro sistema o semplicemente un pizzico di continuità fisica in più, qualcosa sarebbe potuto cambiare. E soprattutto vedremo ancora la casella del trequartista del Milan vacante. Il giocatore che più rappresentava quel ruolo per caratteristiche. Resta dunque il rimpianto di ciò che sarebbe potuto essere. Di ciò che non è stato. E di ciò che non potrà più essere, almeno al Milan.

Milan: Christopher Nkunku - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Milan: Christopher Nkunku – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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