Meno turnover e più psicologia: Pioli studia come far ripartire il suo Milan

Milan: Samu Castillejo e Stefano Pioli (Photo Credit: Agenzia Fotogramma) - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Milan: Samu Castillejo e Stefano Pioli (Photo Credit: Agenzia Fotogramma) - MilanPress, robe dell'altro diavolo

Questa mattina, La Gazzetta dello Sport analizza il momento non facile del Milan, dopo le due sconfitte consecutive in campionato contro Fiorentina e Sassuolo ed in vista della sfida di domani sera in casa del Genoa. Per i rossoneri cccorre fare in fretta perché i segnali degli ultimi tempi non vanno sottovalutati, specialmente se si materializzano sotto forma di déja-vu. Febbraio 2021: il Milan capolista cade due volte di fila (Spezia e Inter), perde testa, ritmo e si ritrova giù dal treno scudetto. Oggi i rossoneri hanno due punti in meno dell’anno scorso, ma a questo punto della stagione nulla è compromesso. Pioli dovrà trovare la soluzione giusta, a cominciare dall’aspetto mentale dei suoi ragazzi.

Che la Champions potesse succhiare energie fisiche e mentali era risaputo, l’incognita era capire come il Milan avrebbe gestito la cosa. Gli sforzi in coppa presentano un conto salato in campionato soprattutto a livello mentale, perché fino a ora i tanti giovani in rosa non avevano mai vissuto una situazione simile. Qualcuno ha perso concretezza (Leao e
Diaz), qualcun altro serenità (Hernandez e Romagnoli), per non parlare delle sbandate in difesa, nate spesso da errori dei singoli e cali di attenzione. Pioli dovrà allenare i suoi a dosare meglio le risorse: è un compito delicato ma nelle corde del tecnico rossonero, che già in passato si è dimostrato capace di toccare i tasti giusti dei suoi.

Altro aspetto, il turnover. Pioli ha ripetuto più volte che il club lo ha attrezzato con una rosa molto forte, e in nome di questa idea ha distribuito democraticamente minuti e responsabilità. Le rotazioni, però, hanno pagato fino a un certo punto, perché le ultime
prestazioni hanno evidenziato che non tutte le alternative sono all’altezza dei titolari, e che
un turnover troppo spinto può mettere a rischio gli equilibri in campo. Da Kalulu a Messias, da Tatarusanu a Krunic, c’è un Milan “B” che, quando chiamato in causa, ha risposto più che discretamente. Altri, però, hanno faticato: da Gabbia a Florenzi, da Bakayoko a Ballo-Touré. Ora che ritrovare continuità diventa cruciale per non perdere terreno in vetta, potremmo assistere a meno avvicendamenti e rivedere più “titolarissimi” in formazione.

Infine, bisogna rivedere gli equilibri tattici: se il Milan di Firenze aveva imbarcato gol ma anche costruito occasioni in serie, col Sassuolo ha faticato a rendersi pericoloso. I rossoneri
hanno prodotto appena due tiri in porta oltre al gol di Romagnoli. Senza peraltro che le cose siano migliorate dietro. Pioli ha ammesso di essere preoccupato del cambio di registro, anche perché a girare male adesso è tutta la squadra. Al netto degli errori individuali da ridurre al minimo, dovrà arrivare più protezione per la difesa. Più avanti, invece, bisognerà riaccendere Ibra e ritrovare efficacia negli altri giocatori offensivi, aspettando i rientri di Rebic e Giroud e sperando che Pellegri assimili presto i meccanismi di reparto.

Milan: Zlatan Ibrahimovic, Alexis Saelemaekers, Brahim Diaz, Rafael Leao, Alessandro Florenzi (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)