MP ESCLUSIVO – Tognazzi: “Derby? Il Milan è arbitro del proprio destino. Su Calhanoglu penso che…”

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La redazione di MilanPress.it ha contattato l’attore Gian Marco Tognazzi per farsi raccontare della sua passione rossonera e per rivivere le emozioni che la squadra ha saputo regalargli nel tempo, in attesa del derby della Madonnina odierno.

Buongiorno Gian Marco, com’è nata questa passione per i colori rossoneri?
Tifare Milan è una tradizione di famiglia, dove ci sono solo due vie: o viene rispettata con grande passione oppure per dispetto si tifa la squadra rivale. Nella mia famiglia viene tramandata dai bisnonni, da generazioni intere, viene passata da padre in figlio. Io sono uno che non cambia ciò che sceglie, non potrei mai cambiare la fede rossonera. Basti pensare che quando ho vissuto a Velletri, per amore del Milan, nel weekend andavo a nascondermi da mia nonna che risiedeva a Milano, invece di scendere con gli amici per Roma affinché potessi andare ad assistere alle partite del Milan allo stadio: avevo 14/15 anni“.
Chi dei giocatori rossoneri ha saputo occupare un posto nel suo cuore?
La storia del Milan è piena di gloriosi giocatori, ma quelli a cui son più legato sono stati: Aldo Maldera, Rivera, Albertosi, senza dimenticare Baresi e Paolo Maldini. Ho avuto la fortuna di conoscere anche Mauro Tassotti, Costacurta e Gattuso. Poi ovviamente quando conosci qualcuno personalmente inizi a tifare per lui con più coinvolgimento. Il Milan ha avuto la fortuna di essere una scuola comportamentale, grazie alle personalità di Berlusconi e Galliani“.
È soddisfatto del calciomercato? 
Non mi appassiona il calciomercato, mai! Sono un tifoso atipico. Purtroppo i social hanno spostato tutta l’attenzione della squadra su un altro piano. Mi fido talmente tanto di Paolo Maldini che qualunque scelta lui faccia, insieme a Massara, ritengo sia sicuramente la migliore che potesse fare, come quando ha deciso di puntare su Theo Hernandez, Kalulu e Tonali. Sono fiero che il Milan in ottica dirigenziale vada controcorrente e che faccia da  precursore come modello“.
Che sensazioni ha riguardo il derby?
Cerco di non avere mai sensazioni, sono contro i pronostici. Prima di metà marzo non riesco nemmeno ad ipotizzare chi possa vincere lo scudetto, abbiamo perso campionati nelle ultime giornate con lungo distacco e li abbiamo vinti recuperando nelle ultime giornate. Il Milan è arbitro del proprio destino. Confermare quanto accaduto l’anno scorso è  difficile, ma, casomai si riuscisse a ripetere la stessa situazione, sarebbe una prova di definitiva maturità. Bisogna stare attenti, non entrare in campo con l’atteggiamento sbagliato, non ci deve essere un rilassamento eccessivo“.
Quale giocatore teme di più nelle file nerazzurre?
I nerazzurri mi preoccupano come entità. Hanno una rosa molto forte, in quanto giocatori individuali e palmares sono superiori ai nostri. A livello di gioco di squadra possiamo contrastarli, è un derby dove possiamo vincere, perdere o pareggiare. È una partita diversa rispetto a quelle dello scorso anno, entrambe le squadre hanno una rosa profonda, con innesti importanti. Rimango dell’opinione che il destino dipenda dalle proprie mani. Bisogna stare attenti alle ripartenze dell’Inter, la squadra di Inzaghi è cinica nei contropiedi”.
Cosa ne pensa del passaggio di Calhanoglu all’Inter?
Penso che non ci sia scritto su nessun contratto di nessun calciatore di rilasciare dichiarazioni d’amore eterno o di baciare lo stemma della maglia. Nessuno è obbligato a fare dichiarazione di fedeltà; il tifoso vede l’appartenenza di un giocatore con determinate frasi e quando vede un comportamento totalmente opposto a quanto professato, si sente tradito. Purtroppo bisogna accettare la risposta e la reazione del pubblico oppure bisogna evitare di dare dichiarazioni d’amore nei confronti di una maglia, con professionalità. Così come l’addio di Kessie: bastava non dire di risolvere il tutto tornando dalle Olimpiadi o addirittura Donnarumma che ha accettato uno stipendio più basso al PSG. Alla fine parlano i fatti ed il Milan ha vinto lo scudetto“.
Come definirebbe Pioli?
Pioli è l’uomo giusto al posto giusto nel momento giusto. Ha dimostrato equilibrio nel trovare sempre il modo nell’autoanalizzarsi, un comportamento che è in linea con quello che è stato il Milan e quello che vuole essere in questo nuovo corso. L’allenatore rossonero ha capacità analitica, riuscendo a far crescere i giovani in un percorso di grande equilibrio“.
Quanto sarebbe poetico vedere Ibrahimovic alzare la Champions League?
Sarebbe bellissimo, me lo auguro quasi più per lui che per il Milan che ne ha vinte già sette. Per me non è un caso che con Ibrahimovic a bordo campo abbiamo vinto due partite su due in campionato. Ibra è fondamentale come Pioli per equilibrare la rosa; carica i compagni di squadra dando scosse positive, è da testimone il video in cui rovescia il tavolo. Zlatan ha dato una grossa mano al Milan, senza le sue reti ad inizio campionato probabilmente non avremmo raggiunto il diciannovesimo scudetto. Ibra ha professato spesso il suo amore per i colori rossoneri e per la prima volta nella sua carriera ha lasciato una squadra contro il suo volere, c’è un rapporto di simbiosi col Milan. Il suo ritorno ha sancito la rinascita della squadra rossonera e la sua coesione con Pioli è stata di valida importanza per la squadra“.
Ringraziamo Gian Marco Tognazzi per il tempo dedicato ed auguriamo a tutti i tifosi un buon derby.
Gian Marco Tognazzi
Gian Marco Tognazzi – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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