Molte volte si abusa di termini e retorica, ma quando ci si ricorda che il calcio è ciclico non si dice il falso. Esistono annate che potremmo copiare e incollare per quanto gli eventi si somiglino o addirittura si ripetano con insospettabile precisione. La stagione che si sta per concludere è sinistramente comparabile a quella del 1997/98. Il Milan arrivò decimo in Serie A (undicesimo nel 96/97), non riuscendo a trovare il bandolo della ricostruzione dopo i cicli irripetibili di Sacchi e Capello.
Proprio Arrigo Sacchi e Fabio Capello vennero chiamati dalla società per provare a recuperare, ma nessuno dei due seppe risollevare una situazione tecnicamente desolante. Il potenziale della rosa 1997/98 probabilmente non era comparabile con quella attuale, ma le analogie con questa stagione son davvero tante. Anche in quell’anno ci fu un mercato invernale per provare a riparare agli errori di quello estivo, ma senza particolare successo. Venne raggiunta la finale di Coppa Italia, battendo tra le altre l’Inter 5-0 ai quarti.
All’epoca la finalissima si giocava andata e ritorno. All’andata prevalsero i rossoneri con gol di Weah sulla Lazio, mentre al ritorno i biancocelesti furono capaci di ribaltare lo 0-1 di Albertini, vincendo 3-1 con rete decisiva di Nesta. Al netto della formula differente, il Diavolo comunque perse la Coppa Italia all’Olimpico proprio come poche settimane fa e giocò dopo la sconfitta in coppa di nuovo nella capitale contro la Roma, esattamente come l’ultimo turno di campionato. Il Milan crollò 5-0 contro i giallorossi e il tifo organizzato dell’epoca abbandonò lo stadio a fine primo tempo. Perfino lo striscione era praticamente lo stesso: all’epoca “PRESENTI PER LA MAGLIA“, oggi “SOLO PER LA MAGLIA“.
Ultima non trascurabile analogia quella relativa ai cugini. Nel 1997/98 finalisti e vincitore dell’allora Coppa Uefa, peraltro proprio contro la Lazio. Stagioni gemelle o quasi dunque, nella speranza di non viverne ancora di simili o quantomeno non prima di un trentennio, come accaduto puntualmente ora.


