Da oltre sei anni, facciamo (o, anticipando taluni, cerchiamo di fare) giornalismo e non tifoseria. Non è il nostro compito, perlomeno non quello primario. Per questo, quasi sempre, evitiamo i post di sfogo collettivo. Eppure, stavolta, dobbiamo fare un’eccezione.
Cosa sta succedendo al Milan?
Perché quello che sta accadendo al Milan dal 25 maggio è difficile da ricordare persino nei momenti più complicati della storia recente del club. A oggi non esiste ancora una data ufficiale per il raduno, la struttura dirigenziale continua a essere incompleta (ed è ovviamente un eufemismo), nelle ultime settimane sono stati accostati alla panchina una quantità impressionante di allenatori, mentre ogni giorno emergono nuove voci, nuove indiscrezioni, nuove contraddizioni. Nel frattempo la proprietà è tornata a tacere, la programmazione non si vede e il distacco tra il club e la sua gente non è mai apparso così evidente.
E non vogliamo parlare di chi ribalta senza avere un nuovo piano pronto, di chi pontifica prima di partire per il Mondiale – e non da giocatore -, di chi saluta la baracca mentre affonda e di chi vorrebbe tanto farlo, più o meno esplicitamente.
Stiamo parlando di una passione che nel giro di quattordici giorni è stata prosciugata come raramente era successo prima. E quando una società perde il contatto con il proprio popolo, il problema va ben oltre il campo.
Per questo oggi non vi chiediamo chi comprereste o chi vendereste. Vi chiediamo una cosa molto più semplice e molto più importante: come vi sentite? Cosa vi sta facendo più male di questa situazione?
Leggeremo tutti i commenti. E molto di quei temi diventeranno spunti per articoli, approfondimenti e discussioni nei prossimi giorni su MilanPress.it.
La domanda, in fondo, è una sola: che cosa sta diventando il Milan, il vostro, il nostro Milan?
A voi.
Lasciate il vostro pensiero qui
Visualizza questo post su Instagram

