La stagione è ormai terminata e da dopo Milan-Cagliari, in casa rossonera sono iniziate le prime riflessioni, con l’allontanamento di Tare, Allegri e Furlani, ora un po’ arenatesi.
Tra delusioni, autocritiche e prospettive future, sono arrivate le prime dichiarazioni di alcuni calciatori del Milan: approcci diversi per spiegare una stagione che ha lasciato più interrogativi che certezze.
Le parole di Gimenez
Gimenez è stato probabilmente il più lucido: il messicano è stato molto duro con sé stesso. L’attaccante rossonero non ha cercato alibi dopo un finale di stagione al di sotto delle aspettative e ha scelto la strada dell’autocritica. “Un club come il Milan deve stare nei primi posti, ma noi non ci siamo riusciti. Le critiche sono giuste, ti potrei dire che non sono mai stato al 100% ma i numeri sono lì”. Un vero e proprio mea culpa che sembra testimoniare la volontà del centravanti di ripartire da una maggiore responsabilità personale. Nessun dito puntato verso il contesto o le scelte tecniche.
Le parole di Pulisic
Tono diverso per Pulisic. Lo statunitense, tra i giocatori più prolifici della stagione rossonera, ha preferito andare oltre le semplici statistiche personali. Sulle spalle del numero 11 pesa un digiuno che si protrae dal 28 dicembre 2025. Da quel momento in poi solamente due assist. Nelle sue dichiarazioni si evince, invece, come abbia voluto spostare il focus dalle statistiche personali, alle difficoltà della squadra. Assist, sacrificio, copertura degli spazi e leadership: aspetti spesso meno visibili ma che, secondo Pulisic, contribuiscono in modo decisivo al rendimento di un gruppo. Oggettivamente, però, anche quest’anno l’americano è mancato sotto diversi aspetti, tra cui, per esempio, quello della leadership.
Le parole di Leao
Tra tutti Leao è colui che è intervenuto a gamba tesa senza giri di parole. Il portoghese si è di fatto messo autonomamente sul mercato, dichiarando di volere una una sfida e di andare a giocare in un altro Campionato. Un segnale evidente che, in un’estate destinata a essere ricca di cambiamenti, non è passato inosservato. La posizione di Leao rappresenta il simbolo del momento che sta passando il Milan. Da una parte la necessità di costruire una squadra più competitiva, dall’altra il rischio di perdere uno dei talenti più rappresentativi, ai ferri corti, però, con la tifoseria.
Insomma, tre diverse dichiarazioni, tre approcci diversi. Gimenez sceglie l’autocritica, Pulisic difende il valore del contributo alla squadra, Leao vuole fare le valigie e lasciare Milano.
Tre modi diversi di affrontare la fine della stagione ma che raccontano bene lo stato d’animo di un Milan che ormai sembra in balia degli eventi.



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