Domenica il Milan ha strappato 3 punti a Cremona vincendo 0-2, solo al 90′. Vittoria importante che consegna fiducia in vista del derby di domenica sera, una questione di vita o di morte, come dichiarato da Leao nel post partita di domenica.
Nonostante i due gol, però, il Milan non è stato brillante e, a più riprese, ha lasciato il pallino del gioco alla Cremonese che, però, non è stata in grado di fare male.
Il possesso palla agli avversari è una costante
Da agosto è evidente come Allegri abbia messo mano alla squadra: si subiscono pochi gol, merito anche di un Maignan versione super, ma il pallino del gioco viene ripetutamente lasciato in mano agli avversari. In fase difensiva, i rossoneri si chiudono a guscio cercando di chiudere il maggior numero di spazi: se da un lato si subisce poco, dall’altro di segna poco, merito, o colpa, del poco pressing.
Non esiste l’alchimia perfetta ma un pressing corretto può portare vantaggi, come una fase offensiva più prorompete, e svantaggi, come una poca copertura in fase difensiva (basti vedere l’anno scorso il Milan di Fonseca). Allegri ha scelto, come suo solito, ha scelto di non pressare, o pressare poco: non a caso il Milan è la squadra che pressa meno in Europa. Il poco pressing ha in sé diverse conseguenze: la prima riguarda l’altezza della pressione (il Milan è penultimo in Europa); la seconda riguarda la rapidità con cui si interrompe un’azione avversaria (il Milan è penultimo); la terza riguarda la frequenza degli interventi difensivi in rapporti ai passaggi concessi (il Milan è la squadra che lascia giocare maggiormente gli avversari).
Se vengono uniti questi dati, è più semplice spiegare come il Milan di Allegri dia l’impressione di essere incapace di tenere il possesso palla. Sono scelte: se il Como di Fabregas tende ad aggredire l’avversario, il Milan lo aspetta, lo lascia sfogare e, quando può, colpisce.
L’atteggiamento del Milan ha avuto risvolti positivi e negativi: i rossoneri subiscono pochi gol, ci sono poche indecisioni in fase difensiva e la soglia di attenzione è maggiore. Dall’altro lato, però, il Milan segna poco e raramente vince con uno scarto importante. Inoltre, i rossoneri hanno avuto molte difficoltà con le piccole, perdendo contro Cremonese e Parma, pareggiando con Pisa, Genoa, Parma e Sassuolo. Quando il Milan gioca con squadre chiuse, che vogliono difendersi, ha difficoltà ha trovare gli spazi giusti.
Insomma, la scelta di Allegri di pressare poco è coerente con la sua filosofia di gioco: pochi spazi agli avversari ma un possesso che stenta a decollare ed è proprio per questi motivi che il Milan fatica maggiormente con le piccole e con i blocchi bassi, piuttosto che con squadre più offensive.


