Milan, mentre la Serie A è già proiettata al domani, i rossoneri ancora in ritardo: il paradosso della nuova stagione

Dopo il sorteggio del calendario della prossima stagione, il Milan si trova in una situazione che probabilmente non ha precedenti nella sua storia recente: senza un amministratore delegato, senza un direttore sportivo e senza un allenatore ufficialmente in carica, il tutto mentre manca ancora una data certa per il raduno estivo. Mentre le altre big della Serie A hanno accolto con curiosità e interesse il calendario 2026-27, presentato durante il Festival della Serie A di Parma, in casa rossonera l’attenzione non può che essere rivolta alle questioni societarie e dirigenziali, relegando inevitabilmente il calendario in secondo piano.

LE RIVALI PROGRAMMANO IL FUTURO, IL MILAN DEVE ANCORA DEFINIRE IL PRESENTE

Un vero paradosso, se si considera che la pubblicazione del calendario rappresenta tradizionalmente il primo passo verso la nuova stagione. Per molte rivali è già tempo di programmare il futuro; per il Milan, invece, la priorità resta ancora quella di sistemare il presente, tanto che anche la gara d’esordio contro il Torino è finita inevitabilmente in secondo piano.

L’urgenza di definire una gerarchia chiara a livello societario è il passaggio fondamentale per poter poi individuare con precisione il profilo del nuovo allenatore, chiamato a raccogliere l’eredità di Massimiliano Allegri, approdato al Napoli. In un contesto fatto di dubbi e poche certezze, il Milan è chiamato a ripartire da figure di comprovata esperienza calcistica, ma le continue tensioni interne finiscono per rallentare ulteriormente il processo decisionale e la pianificazione della prossima stagione.

Con numerose situazioni contrattuali ancora aperte e tanti calciatori che stanno manifestando la volontà di allontanarsi dal club rossonero e la necessità di intervenire in modo significativo sulla rosa, il Milan non ha ancora una direzione chiara su come impostare la prossima campagna acquisti, anche per l’assenza delle figure deputate a guidare queste scelte.

La stagione appena conclusa, giudicata profondamente deludente, ha evidenziato in modo netto le difficoltà di un progetto che non è mai riuscito a garantire stabilità tecnica e continuità di rendimento. Nel tempo si sono accumulate scelte discutibili e poco coordinate, che hanno inciso sulla competitività della squadra e lasciato spesso l’allenatore senza un reale sostegno nei momenti più complessi.

Mentre le altre guardano avanti, il Diavolo è ancora alla ricerca di una propria identità, chiamato a costruire una fisionomia chiara con la speranza di arrivare preparato all’inizio del nuovo campionato. Al momento, però, le numerose indiscrezioni sui possibili nuovi dirigenti e sulle future guide tecniche non stanno contribuendo a generare quella fiducia di cui l’ambiente rossonero avrebbe bisogno.

Al contrario, il clima di incertezza si riflette anche all’esterno, dove diversi segnali di contestazione nei confronti della società stanno comparendo per le strade di Milano. Un contesto che fotografa un momento delicato e senza precedenti recenti, in cui il rischio è quello di allontanarsi ulteriormente da ciò che il Milan è stato e da ciò che, per storia e ambizioni, dovrebbe tornare a essere.

Milan: Christian Pulisic (Photo Credit: Tiziano Ballabio / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Milan: Christian Pulisic (Photo Credit: Tiziano Ballabio / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Denis Fava
Denis Fava
Ragazzo nato nel 2001, appassionato di calcio e del racconto, sono laureato in Scienze della Comunicazione, con una specializzazione in Editoria e Giornalismo. Mi piace unire la passione per la narrazione a una formazione solida nel mondo dei media, con l’obiettivo di trasformare le parole e lo sport in strumenti di racconto e informazione.

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