Sono passati esattamente due anni da quando il Milan ha scelto di intraprendere una nuova strada, totalmente di risalita, per ritrovarsi e ritrovare ciò che la storia ha sempre riservato a questo club: posizioni alte di classifica e, soprattutto, Champions League.
Il tutto combacia con l’avvenimento che un paio di mesi prima, ottobre 2019, ha permesso al cambio di allenatore: esonerato Marco Giampaolo e al suo posto, Stefano Pioli. Il suo arrivo non è stato affatto semplice: un ambiente totalmente allo sbaraglio, una dirigenza in crisi, la fiducia dei tifosi persa oramai da tempo. Per non parlare dell’iniziale possibilità di vedere Luciano Spalletti sulla panchina rossonera, nome principale e preferito rispetto a quello del tecnico romagnolo.

Santo Stefano Pioli
E l’esordio? Lo ricordate tutti? Milan-Lecce, partita beffarda terminata incredibilmente 2-2 allo scadere. Possiamo sottolinearlo, il cammino di Stefano Pioli sulla panchina del diavolo non è stato semplice, anzi, è stato davvero complicato. C’era però quel qualcosa in più, che Maldini, Massara e (ai tempi) Boban avevano visto: l’umiltà, il lavoro ed il sacrificio di un uomo, che aveva tutte le carte per regalare al Milan quella rinascita, attesa circa dieci anni.
Se la partita dei rossoneri contro il Genoa a Marassi aveva regalato a Pioli l’esonero di Giampaolo ed il conseguente arrivo sulla panchina del diavolo, la sfida persa al ritorno tra le mura di un deserto San Siro, scosso dall’arrivo di una pandemia – di cui si sapeva ben poco – è stato il vero crocevia della grande scalata. Al ritorno in campo, infatti, era un altro Milan. Il suo Milan, così bello da convincere proprio tutti a mollare l’idea Rangnick, per continuare a questo cammino, che corre già spedito.
Tante partite, tante vittorie, un gioco ritrovato, fino a disputare il campionato successivo con spirito e numeri da big, che regalano al Milan il secondo posto ma soprattutto il ritorno dopo sette anni e mezzo in Champions League.
Oggi il Milan di Santo Stefano Pioli è una squadra vera, armoniosa, ritrovata, e trascorre le vacanze al secondo posto della classifica, a sole quattro lunghezze dai campioni d’Italia. L’allenatore rossonero, in soli 48 mesi, ha fatto un vero e proprio miracolo.
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