Un’estate di rivoluzione comporta tanti acquisti, ma anche tante cessioni. È ciò che succederà in casa Milan tra luglio e agosto: porte girevoli. La Gazzetta dello Sport odierna fa il punto degli affari in uscita per il club rossonero che deve sistemare diverse questioni dopo gli addii a titolo definitivo di Tijjani Reijnders, Pierre Kalulu e Marco Pellegrino per un totale di 74,5 milioni di euro più 18 milioni di bonus eventuali.
La prima è sicuramente quella che riguarda Theo Hernandez, fuori dal progetto tecnico del club. A meno di clamorosi ribaltoni, non andrà all’Atletico Madrid. In via Aldo Rossi sperano in un ritorno di fiamma dell’Al Hilal, con il francese che però ha rifiutato la corte araba già ad inizio giugno. Yunus Musah non è invece lontano dal trasferimento al Napoli. L’operazione tra i club ha fatto registrare un rallentamento perché gli azzurri non vogliono superare quota 25 milioni tra base fissa e bonus, mentre i rossoneri chiedono qualcosa in più. L’affare dovrebbe comunque essere completato.
Si attendono offerte per Emerson Royal, per cui è probabile un prestito con diritto di riscatto perché è difficile che qualcuno investa 11 milioni, cifra che eviterebbe una minusvalenha. Samuel Chukwueze spera di restare in rossonero, ma se dovesse arrivare una proposta, il club la ascolterebbe. Capitolo Ruben Loftus-Cheek: il giocatore piace ad Allegri e può essere utile al nuovo Milan secondo la Rosea. In difesa è invece da monitorare la situazione di Malick Thiaw (Bayer Leverkusen in corsa) e Fikayo Tomori (club di Premier League alla finestra): almeno uno dei due è destinato a partire.
Infine il quotidiano parla anche dei giocatori di rientro dai prestiti. Alexis Saelemaekers dovrebbe restare a disposizione di Allegri che ne apprezza la poliedricità. Ismael Bennacer vuole restare al Marsiglia e il Marsiglia vuole trattenerlo, ma gli ostacoli sono due: i 12 milioni del riscatto (si chiederà uno sconto) e lo stipendio da 4 milioni netti dell’algerino. In cerca di destinazione Yacine Adli, Noah Okafor, Tommaso Pobega e Lorenzo Colombo.


