Comunicare poco o nella maniera sbagliata è controproducente. Quello della comunicazione in casa Milan è un tema di cui abbiamo discusso molto nelle ultime settimane, sia all’interno della Redazione che nei nostri approfondimenti e editoriali.
Quanto accaduto in questi giorni, però, fa tornare a galla quell’argomento ed espone le parti in causa, società e Paulo Fonseca, a nuove osservazioni. La notizia odierna riguardante lo stadio (in generale quelle degli ultimi giorni) ha destato un po’ di stupore, a tratti incredulità perché dopo un certo numero di passi avanti oltre un progetto destinato a non decollare (nuovo stadio nell’area di San Siro), sembra che ci siano chance per farne altrettanti indietro, tornando sull’idea iniziale. Sembra, perché la società in tal senso fa filtrare poco o nulla.
L’assenza di chiarezza su un punto cardine del progetto rossonero desta preoccupazione. Da un lato si può pensare, come tante volte accade, che i rumors usciti nelle ultime ore siano frutto di veline lontane dal Milan. Dall’altro, però, la mancanza di una smentita forte lascia spazio a dubbi e critiche sulle intenzioni di una proprietà che ha usato come cavallo di battaglia il tema stadio di proprietà da quando si è insediata. Seppur spesso poco brillante a livello comunicativo, dov’è finito il presidente Paolo Scaroni con le sue parole sullo stadio che perlomeno mostravano un velo di trasparenza? È davvero possibile continuare ad optare per una politica silenziosa quando essa non ripaga a livello mediatico?
A chi invece la chiarezza e la trasparenza non manca è Paulo Fonseca che oggi in conferenza stampa ha ribadito un concetto: l’obiettivo del Milan in questa stagione è lo scudetto. Lo ha detto sin dal primo giorno d’insediamento e sin da quel giorno il sottoscritto non ha ritenuto opportuna questa scelta comunicativa. Troppe pressioni per il nuovo tecnico e troppe aspettative per un ciclo che deve iniziare, con tutte le difficoltà ambientali del caso.
Poco furbo da parte del portoghese proseguire con questa strategia mediatica, sebbene sia chiaro il tentativo di evitare una retromarcia che potrebbe causare danni peggiori in un senso o nell’altro. La sensazione è che si tratti di una chiarezza fasulla, perché sono state lampanti le difficoltà della squadra e dell’allenatore in quest’inizio di stagione. Era logico aspettarsele, meno logico non sedersi ad un tavolo ed imporsi cautele maggiori dinanzi ai microfoni.


