Quarto posto mancato per appena un punto, squadra giovane con un bel gioco e tanti gol segnati, e la presenza di un progetto da poter proseguire insieme sotto la guida di Rino Gattuso. Il campionato rossonero dello scorso anno si è concluso in questo modo, e avevo parecchi presupposti per non trasformarsi in punto d’arrivo, bensì come rampa di lancio. Cosi effettivamente non è stato, perché appena qualche ora dopo, l’allenatore calabrese percepiva un’aria strana attorno alla dirigenza che non aveva il suo stesso punto di vista e ha deciso di interrompere le strade nonostante un bellissimo lavoro fatto fino a quel momento.
VIA GLI INTERROGATIVI E SPAZIO ALLE CERTEZZE, PIOLI COME GATTUSO
Se il tempo concesso a Rino Gattuso prima della conferma, è stato circa metà stagione – poco meno rispetto al tempo avuto da Stefano Pioli – il destino sembra comunque proporci qualcosa di analogo sotto questo punto di vista, che effettivamente cambia le carte in tavola soprattutto rispetto all’approccio del Milan alla nuova stagione. Un Milan che può ripartire da una base abbastanza solida, con un allenatore che conosce bene, anziché ricominciare da zero come accadde con Giampaolo. Vero è che spesso cambiare fa bene, ma i rossoneri l’hanno fatto con troppa frequenza e senza mai saper aspettare e pazientare davvero.
Il Club di Via Aldo Rossi, stava per mandare in porto lo stesso “errore” dello scorso anno, sicuramente con buone intenzioni, ma che non corrispondeva a qualcosa di sensato. L’arrivo di Rangnick avrebbe portato per la terza volta consecutiva a ripartire senza un pavimento stabile, senza un’idea nata e consolidata, senza le certezze di cui il Milan ed i tifosi hanno realmente bisogno. Oggi la nuova/vecchia società ha deciso di “fare pace” per il bene di tutti. La conferma di Stefano Pioli è figlia anche del saper imparare dagli errori, e di non ripartire da zero come effettivamente è accaduto con Marco Giampaolo, cacciato via dopo appena sette giornate di campionato.
Se la scelta risulterà giusta o sbagliata, questo sarà tutto da vedere, ma tra circa un mese il Milan potrà ricominciare con qualche certezza in più rispetto al passato, con il proprio allenatore, i propri giocatori, un’idea di gioco già presente e la consapevolezza che con il mercato giusto qualcosa di vero potrebbe presto arrivare.

