MP RELIVE – Verso Milan-Juventus: segui con noi la conferenza stampa di Allegri alla vigilia del match!

Trentaquattresima vigilia di campionato. Domani a San Siro il Milan di Massimiliano Allegri sfida la Juventus di Luciano Spalletti per provare a chiudere, virtualmente, il discorso Champions League.

Massimiliano Allegri parla nella consueta conferenza stampa, prevista per le 12.00 da Milanello. Come di consueto, MilanPress.it garantisce la diretta testuale sia sul sito che sul profilo X: rivivi con noi la conferenza del mister!

LA CONFERENZA STAMPA DI ALLEGRI LIVE

«È una partita meravigliosa, una delle più importanti del campionato. Ci si gioca molto da entrambe le parti. L’arrivo di Spalletti ha dato qualcosa in più».

«Non è una partita snodo. Per la matematica Champions mancano 7 punti, possono servire quelli o meno, lo vedremo strada facendo. La partita più importante è stata quella di Verona perché venivamo da sconfitte. Domani ci consentirebbe di fare un passettino in avanti».

«Parole di Gabbia? Quando si lavora al Milan, lo si fa per il massimo traguardo. Lo abbiamo fatto. L’anno prossimo partiremo da una buona base. Con la società c’è sempre un confronto aperto, una base di idee. La rosa attuale è formata da ottimi giocatori sotto l’aspetto tecnico e morale. Da lì dobbiamo ripartire».

«Secondo posto il primo dei perdenti come dice Conte? Non commento le sue parole, sta facendo un ottimo lavoro. Vincere è una cosa straordinaria, ma per una società di calcio in Italia è fondamentale essere tra le prime 4, sia a livello tecnico che economico. Faremo il massimo, poi vedremo se saremo secondi, terzi o quarti. Speriamo non quinti…».

«Finché la matematica non ci dà la certezza, dobbiamo continuare a conquistare punti. 7 punti sono due vittorie e un pareggio. Domani abbiamo la Juventus e dobbiamo cercare di fare un altro passettino».

«Cosa manca al Milan per vincere lo scudetto l’anno prossimo? Parlare ora di mercato non ha senso. Una volta raggiunto l’obiettivo, saremo più lucidi nell’analizzare le cose».

«La Juventus sta facendo molto bene sotto l’aspetto del gioco e della solidità, sono tre partite che non prende gol. Speriamo che domani lo prenda».

«Pochi gol dagli attaccanti? In questo momento non bisogna più pensare ad attaccanti, centrocampisti o difensori. L’importante è l’obiettivo finale».

«Io capisco tutto, ma dobbiamo concentrarci solo su una cosa: arrivare all’obiettivo. Non dobbiamo pensare all’evento singolo, il secondo posto o la Juventus, ma all’obiettivo finale. Mancano 5 partite. Può darsi che lo raggiungeremo anche all’ultima, l’importante è raggiungere il risultato. TUTTI bisogna pensare solo a questo».

«La squadra si riaccende nei big match? Io penso che non si sia mai spenta. Il risultato è la somma dei punti. La percezione porta a vedere le cose in modo diverso, se i punti li fai prima e ora perdi quattro partite nel girone di ritorno. È normale che quando perdi 4 partite sulle ultime 14 giocate devi fare riflessioni. Magari nel girone d’andata di quelle 4 ne pareggiavi 2. L’importante è non perdere di vista l’obiettivo. Sicuramente abbiamo fatto peggio sulle ultime partite rispetto a Inter e Juventus, ma siamo davanti alla Juventus. Poi domani non so cosa succederà».

«Di cosa parlo con la società? Filosofia? Quando ci vediamo parliamo dell’annata, delle situazioni che ci sono state, delle eventualità per l’anno prossimo. In questo momento parlare di mercato è poco rispettoso verso la rosa attuale che ha riportato il Milan in una posizione consona per poter giocare la Champions. E non devo parlare io di mercato. La società ha lavorato bene in estate, la rosa è competitiva e lo dicono i risultati».

«Servono campioni già costruiti? Posso solo dire una cosa: nel calcio i giocatori non sono come le macchine che vanno e vengono. Ce ne sono alcuni a cui la maglia del Milan non pesa. Ci sono situazioni come Jashari, dove la società ha fatto un ottimo investimento. Ha avuto difficoltà quest’anno e ha trovato meno spazio, ma ha 24 anni e sarà un giocatore importante per il Milan del futuro. Come De Winter e Athekame, cresciuti molto. Normale che se prendi giocatori con esperienza di Champions, arrivano qui e sono già pronti. Poi bisogna mixare».

«Yildiz? Kenan ha delle qualità importanti, ma non è che l’ho lanciato io. In quel momento la Juventus ha lavorato bene dall’attività di base alla seconda squadra, dove sono stati portati in prima squadra o andati via giocatori forti come Yildiz o Huijsen. Non è merito mio, è il lavoro di chi sta sotto. Io credo che Yildiz possa fare anche meglio».

«Quali sono le aspettative della società? Vincere? Quelle di tutti devono essere quelle di vincere. Quando lavori in un grande club che ha storia e vittorie, è normale avere l’ambizione di vincere. Se fai così, ottieni il massimo e crei una buona base per il futuro. Alla fine vince uno solo. Poi la vita è fatta da cicli, l’Inter è 6 anni che lavora. Vincere non è facile, tutti devono avere l’ambizione di vincere. Bisogna finire la stagione nelle prime quattro e in questo momento mancano ancora dei punti».

«Pavlovic? È un giocatore molto migliorato e vuole migliorare. In questo momento è uno dei difensori più bravi in Europa».

«Leao ultima chance con la Juve? Ha dato sempre tutto. Non scordiamoci dei problemi fisici di quest’anno, si è messo a disposizione anche con il problema pubalgico. All’interno delle annate ci sono momenti in cui va bene tutto e altri in cui va male tutto. Un giocatore bravo resta bravo e Rafa lo è».

«Come si è passati da scenari negativi a parlare di futuro con la società? All’interno della stagione c’è un momento di difficoltà e l’abbiamo passato con due sconfitte, soprattutto quella in casa con l’Udinese dove abbiamo preso 3 gol senza accorgercene. L’equilibrio deve sempre regnare: non esaltarsi quando va bene, non deprimersi quando va male. Giocare a Verona in quel momento non era facile».

«Pulisic? La condizione fisica è migliorata la sua come quella di tutti. Secondo me nelle ultime partite ha fatto decisamente meglio. Il calcio è bello perché con un’azione e con una partita si rovescia tutto quanto fatto precedentemente, nel bene e nel male. Abbiamo una possibilità di fare una bella partita».

«I tifosi bisogna solamente ringraziarli, fin dalla partita contro il Bari hanno sempre riempito lo stadio. Dovessimo arrivare in Champions, il merito è anche loro».

«Parole di stima dai giocatori? Mi fanno piacere. Questa squadra ha un pregio: fare il massimo quando gioca in campo. Quello che ha, lo mette tutto in campo».

«Il mio desiderio più grande da qui alla fine? Quello di arrivare tra le prime quattro».

«Cosa dire oggi al tifoso che ha un senso di disagio profondo per un quarto posto che non è da albo d’oro? Come non lo è il secondo o il terzo. Il risultato è l’unica cosa che conta. Io sono arrivato quest’anno. Insieme alla società stiamo facendo un buon lavoro. L’ambizione di tutti è di poter avere una buona base per l’anno prossimo, andare a migliorarla, lottare per essere competitivi in tutto. A fine anno poi si tira la linea per capire dove si poteva fare meglio. L’errore da non fare è andare ad analizzare in modo troppo negativo le cose sbagliate. Altrimenti si rischia di buttare le cose buone fatte quest’anno».

«Finché non abbiamo raggiunto l’obiettivo, andare a giocare la competizione dove il Milan è di casa, bisogna ancora fare dei risultati».

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Milan: Massimiliano Allegri conferenza stampa live – MilanPress, robe dell’altro diavolo

 

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