Quello 0-0 dell’andata tra Juventus e Milan, giocato a ottobre, oggi assume i contorni di un segnale anticipatore. Una partita bloccata, segnata da un rigore fallito da Christian Pulisic e da due errori sotto porta di Rafael Leão: episodi che, col senno di poi, raccontano perfettamente le difficoltà offensive rossonere delle ultime settimane. Esordisce così l’edizione odierna de Il Corriere dello Sport per parlare dei due attaccanti rossoneri.
Due attaccanti centrali nel progetto tecnico, ma sempre più lontani dalla porta. L’americano non segna dal 28 dicembre 2025, mentre il portoghese continua a convivere con una cronica mancanza di cinismo sotto rete. E ora, alla vigilia del ritorno di Milan-Juventus, la domanda è inevitabile: può cambiare la storia?
Pulisic, smarrito tra campo e futuro
Il 2026 di Christian Pulisic è stato fin qui un percorso a ostacoli. Emblematica l’immagine del Bentegodi contro l’Hellas Verona: un pallone gestito con troppa leggerezza al limite della propria area, trasformato in una pericolosa occasione per gli avversari.
Un errore non da lui, almeno per quanto mostrato nella prima parte della stagione. Oggi, invece, Pulisic appare distante dalla sua versione migliore: brillante nelle gambe, ma meno lucido nelle scelte. Sullo sfondo, inevitabile, anche il pensiero rivolto al prossimo Mondiale negli Stati Uniti, dove sarà uno dei volti principali della nazionale americana.
Capitolo rinnovo: tutto fermo. Ma la presenza dell’opzione fino al 2028 consente al club di gestire la situazione senza urgenze.
Leao tra critiche, mercato e condizione fisica
Non va meglio a Rafael Leão, finito al centro di un periodo complicato dentro e fuori dal campo. Alle prestazioni altalenanti si sono aggiunte voci extra-calcistiche, prontamente smentite dal giocatore, e soprattutto i primi movimenti concreti di mercato.
Su di lui cresce l’interesse del Manchester United (che domani sera sarà a San Siro con i suoi osservatori), con l’ipotesi di una cessione estiva sempre più concreta. Una pressione che si somma a una condizione fisica non ottimale: la pubalgia continua a limitarne rendimento e continuità.
Eppure, nonostante tutto, Massimiliano Allegri non rinuncia quasi mai al suo numero 10, considerato ancora imprescindibile nello scacchiere offensivo.
Chiamata per la Champions
Nonostante dubbi e critiche, il peso dell’attacco rossonero passerà ancora dai loro piedi. Milan-Juventus può rappresentare molto più di una semplice partita: potrebbe essere una serata decisiva nella corsa alla qualificazione in Champions League, ma anche un possibile spartiacque per il futuro dei due.
O forse, per uno soltanto. Le gerarchie, salvo sorprese dell’ultima ora (con Nkunku alternativa in crescita), non dovrebbero cambiare: spazio ancora a Leao e Pulisic dal primo minuto. Ora però servono risposte concrete. Gol, punti, prestazioni. Perché a questo punto della stagione, ogni attenuante passa in secondo piano rispetto all’obiettivo: portare il Milan in Champions. Dopo un antipasto indigesto all’andata, Allegri si aspetta un finale decisamente diverso. E, soprattutto, più decisivo dai suoi uomini migliori.



[…] fa di necessità virtù, e continua a puntare sul 10 e l’11 nonostante non siano decisivi da mesi. Il Milan ora sarà obbligato a intervenire sul mercato per acquistare un vero centravanti […]