Alla vigilia di Sassuolo-Milan, i rossoneri sono chiamati a preparare una partita in cui equilibrio e attenzione difensiva potrebbero fare la differenza. I neroverdi hanno dimostrato di saper colpire in attacco, pur concedendo spazi e occasioni agli avversari. Nelle prime 5 partite di questa serie A infatti, hanno sempre sia segnato che subito gol. Per il Milan, dunque, la priorità sarà trovare la giusta solidità senza rinunciare alla qualità offensiva, sfruttando le possibili vulnerabilità della retroguardia emiliana.
Rabiot-Musah, la coppia di centrocampo giusta?
Proprio per questo, la scelta dei mediani potrebbe rivelarsi decisiva. La difesa sarà la solita a 3 ma la copertura dei centrocampisti potrebbe rivelarsi decisiva. Per caratteristiche, una coppia composta da Rabiot e Musah offrirebbe dinamismo, fisicità e capacità di copertura del campo. Una soluzione interessante per proteggere la difesa e, allo stesso tempo, accompagnare la manovra offensiva senza sbilanciare eccessivamente la squadra. Al momento però, sembra che Amorim voglia puntare su Modric, una scelta che comunque non sorprende, considerando la qualità e l’esperienza del croato. Oltretutto resta da valutare anche la condizione di Musah, rientrato dalla lunga trasferta americana in occasione della sosta per le nazionali.
Moreira e Pulisic pronti a colpire
Con questo assetto, il Milan potrebbe trovare terreno fertile sulla trequarti. Le difficoltà difensive del Sassuolo potrebbero infatti aprire spazi preziosi per i giocatori di maggiore qualità, soprattutto se capaci di muoversi tra le linee e attaccare la profondità. Moreira e Pulisic, in particolare, potrebbero beneficiare di una partita con tanti spazi a disposizione, mettendo in mostra la loro tecnica, velocità e capacità di creare superiorità.
Difendere per attaccare meglio
La chiave della gara potrebbe essere proprio questa: partire dalla solidità per valorizzare il talento offensivo. Contro un Sassuolo capace di segnare ma vulnerabile dietro, il Milan dovrà prima saper contenere e poi colpire. L’equilibrio a centrocampo potrebbe fare la differenza.


