Il Milan torna in campo, dopo una sosta per le nazionali dal retrogusto amaro per gli Azzurri – reduci dalla pesante sconfitta casalinga per 1-4 contro la Norvegia e dalla scoperta dell’avversaria nella semifinale dei playoff per l’accesso al Mondiale, l’Irlanda del Nord – i riflettori tornano sulla Serie A e, inevitabilmente, i riflettori sono sul derby della Madonnina numero 245. I numeri al momento raccontano di 91 vittorie per i nerazzurri, 71 pareggi e 82 vittorie per il Diavolo.
Inter e Milan sono pronte a darsi battaglia in una stracittadina che profuma d’alta classifica che, dopo alcune stagioni, torna a respirare l’atmosfera delle grandi occasioni. Al di là dei risultati ottenuti fin qui e dei precedenti recenti, c’è un aspetto che merita attenzione: un’importante inversione di tendenza in casa rossonera, quella legata all’età media della rosa a disposizione di Massimiliano Allegri.
Se negli ultimi anni il Milan era tra le squadre più giovani del campionato, quest’anno lo scenario si è completamente ribaltato: il Diavolo occupa il quarto posto nella graduatoria delle rose più anziane della Serie A, con una media di 28,04 anni, alle spalle di Cremonese, Inter e Napoli. Un dato interessante, perché due delle squadre più solide e vincenti dell’ultimo periodo – proprio Inter e Napoli – figurano anch’esse tra le più esperte del torneo.
Non si tratta naturalmente di un’equazione matematica – rosa più anziana uguale rosa migliore – ma è comunque un indicatore significativo: per puntare in alto, serve esperienza. Servono giocatori capaci di guidare i giovani nei momenti complicati, di reggere la pressione e di trasmettere personalità dentro e fuori dal campo.
A contribuire all’aumento dell’età media rossonera sono stati soprattutto Modrić e Rabiot, due innesti di livello assoluto che stanno dando molto alla causa, non solo in termini tecnici ma anche di leadership. Un aspetto che nella scorsa stagione era mancato, complice anche l’assenza di una figura carismatica in panchina.
E questo tema si collega direttamente al derby: l’Inter dispone di una rosa completa, collaudata e inevitabilmente più esperta, con elementi come Sommer, Acerbi e Mkhitaryan. Giocatori di questo tipo dimostrano quanto sia fondamentale l’esperienza per gestire le difficoltà che inevitabilmente emergono durante una stagione: ostacoli che una squadra troppo giovane rischia di affrontare con meno lucidità.
Il Milan di Allegri, pur ancora incompleto, ha cercato nella scorsa sessione di mercato un equilibrio: da un lato l’arrivo di giocatori d’esperienza, dall’altro l’inserimento di giovani di prospettiva come Atekame, Ricci e Odogu. Un mix arricchito da profili già affermati come Nkunku ed Estupiñán, che però devono ancora compiere l’ultimo salto per imporsi definitivamente in un club dalle ambizioni del Milan.



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