Nel primo match spartiacque della stagione, il derby, Ruben Amorim ha lavorato di fino con le risorse a disposizione. L’ha fatto nonostante cinque elementi indisponibili, nonostante molti giocatori spremuti per la rosa corta e nonostante tre titolarissimi abbiano potuto fare solo due allenamenti in gruppi di rientro da problemi muscolari.
Il piccolo grande capolavoro di Amorim
Un piccolo grande capolavoro tecnico, tattico ed emotivo, che porta con sé ancora più significato perché è arrivato a 72 ore dalla batosta oggettivamente pesante incassata in casa col Bologna. Dall’altra parte nel post gara accade qualcosa di inaspettato, ovvero Cristian Chivu che si inerpica in giustificazioni un po’ improvvisate, tra febbre e virus intestinali dell’ultimo minuto che avrebbero condizionato la preparazione e gestione della gara.
L’influenza dei media
Vi inviterei per un attimo a pensare a cosa avrebbero detto i media o peggio ancora i tifosi milanisti, qualora post derby perso, Amorim avesse osato parlare degli assenti o di influenze varie di stagione. On the pitch Amorim sta facendo passi avanti. Off the pitch, invece, era già stato quasi sempre perfetto. Stranamente questo indispettisce più la stampa di chi piange fingendo di non farlo.


