Le prime settimane di questa nuova stagione hanno già offerto spunti piuttosto chiari sul cammino di Milan e Inter, segnato soprattutto da scelte – importanti e delicate – che influenzano non solo il presente, ma anche il futuro prossimo. Due percorsi diversi, due strategie divergenti, in netta (o quasi) controtendenza rispetto al recente passato.
Milan e Inter, cambio di tendenza
Le decisioni strategiche di Milan e Inter affondano le radici negli strascichi della scorsa annata. Il Diavolo ha gonfiato l’ego e poco altro, buttando al vento un’intera stagione – Supercoppa a parte, arrivata come un fulmine a ciel sereno – tra scelte discutibili, contestate e spesso fallimentari. Risultato: ottavo posto in campionato e finale di Coppa Italia persa. Un’annata da dimenticare, o magari, proprio da ricordare pur di evitare di ripeterla.
Sulla sponda opposta del Naviglio invece, si è vissuta una stagione tanto esaltante quanto amara nel finale. Perché una delle migliori Inter della storia – parole di addetti ai lavori e media, su cui non ci soffermeremo oltre – ha chiuso senza alzare trofei. Zero titoli e quella cocente sconfitta in finale di Champions League contro il Paris Saint-Germain.
E così l’estate ha raccontato due strade opposte. Il Milan, desideroso di rinascere, ha bruciato la concorrenza affidandosi a un allenatore esperto, navigato, capace. Forse proprio ciò di cui i rossoneri oggi hanno più bisogno, a prescindere da come andrà. L’Inter, salutato Simone Inzaghi, ha invece scelto di ripartire con una “scommessa”: Christian Chivu.
Milan e Inter, anche il mercato rimescola le filosofie
Ma se questo non bastasse, anche il calciomercato ha rimescolato le filosofie recenti. L’Inter ha scelto la via della prudenza, puntando su giovani con margini di crescita e fissando il tetto massimo d’investimento attorno ai 20-25 milioni di euro. Il Milan, invece, ha imboccato la strada opposta: niente freni. Giovani di prospettiva come Ricci, De Winter, Athekame e Odogu; l’operazione Jashari e il colpo Nkunku, ben più oneroso rispetto ai parametri abituali; senza dimenticare l’innesto di calciatori d’esperienza, ovvero Modric e Rabiot.
Scelte diverse, anzi opposte, come se il mondo si fosse capovolto. Presto scopriremo chi avrà ragione, ma la sensazione, al momento, è che il Milan – forse per la prima volta dopo tanti anni – abbia le idee più chiare e un’ambizione differente rispetto a quella dei cugini.



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