Nel 2026 come nel 2020: Modric e Rabiot come Kjaer e Ibrahimovic. Quanto conta la mentalità

A Bologna ci ha pensato Rabiot, a Pisa è toccato a Modric. Il Milan di Massimiliano Allegri pone le sue fondamenta sul suo centrocampo creato in estate. I due hanno cambiato totalmente il volto della squadra grazie alla loro mentalità, portando una ventata d’aria fresca e un’ambizione ritrovata ad un ambiente che aveva appena vissuto una stagione disastrosa.

Milan: Zlatan Ibrahimovic - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Milan: Zlatan Ibrahimovic – MilanPress, robe dell’altro diavolo

Il loro impatto non è rintracciabile nei soli numeri, sebbene i 6 punti delle ultime due partite portino il loro nome, ma è stato ben più profondo. Un impatto simile lo avevano avuto nell’inverno 2020 Zlatan Ibrahimovic e Simon Kjaer, i quali diedero una scossa ad una squadra giovane e reduce da una batosta (5-0 contro l’Atalanta). Lo svedese e il danese arrivarono all’età di 39 e 30 anni, segno che l’età e l’esperienza fanno la differenza. La coincidenza? Si tratta della stessa età del croato e del francese al loro arrivo al Milan. Se non è destino questo.

Modric e Rabiot: la capacità di alzare l’asticella e rimanere con i piedi per terra

Luka Modric non è abituato a giocare per un piazzamento, bensì per un trofeo. È sempre stato questo il suo mantra da quando ha iniziato a vestire la maglia rossonera, per combattere la mediocrità. “Il Milan non può accontentarsi di quella” ha detto nel giorno della sua presentazione. E cosa c’è di più grande dell’obiettivo scudetto? Con il tempo, però, anche lui ha cercato di adattare i messaggi lanciati, evidenziando l’importanza del momento presente e la necessità di evitare voli pindarici. L’ambizione resta, ma i piedi sono ben piantati per terra.

Pisa-Milan: l'esultanza di Luka Modric con Koni De Winter e Christian Pulisic (Photo Credit: Gabriele Masotti / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Pisa-Milan: l’esultanza di Luka Modric con Koni De Winter e Christian Pulisic (Photo Credit: Gabriele Masotti / IPA Sport / IPA via IPA Agency)

Se avete letto questo paragrafo, potete tranquillamente traslare il discorso anche per Adrien Rabiot. A sentirlo parlare, sembra di udire Massimiliano Allegri: “L’obiettivo del Milan è tornare tra le prime quattro“. Poi, però, come il compagno di reparto si è lasciato andare anche a commenti più trancianti: “Se non ci fosse il Milan, oggi l’Inter farebbe il campionato da sola“. È l’equilibrio delle uscite a determinare anche l’umore e il sentiment dello spogliatoio. Ma se fin qua abbiamo parlato dell’extra-campo, ora anche il campo merita la sua parte.

E sul campo il Milan va al loro battito

Quanto al campo, i numeri parlano di 6 gol e 7 assist in due. Ma non è tanto l’apporto in zona offensiva, quanto la loro presenza all’interno della partita. I loro movimenti in campo garantiscono alla fase di costruzione rossonera più opzioni per via del loro continuo interscambio.

Da sottolineare è però l’assunzione di responsabilità nei momenti delicati. Due le immagini: la doppietta di Rabiot contro il Como (con rigore conquistato) e il gol di Modric proprio ieri contro il Pisa. Quando ci sono da togliere le castagne dal fuoco, quando c’è da determinare, lì si vedono i campioni. E come accadde nel 2020 con Ibrahimovic e Kjaer, nel 2026 sono Modric e Rabiot ad aver permesso il salto di qualità al Milan.

Milan: Adrien Rabiot (Photo Credit: Tiziano Ballabio / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Milan: Adrien Rabiot (Photo Credit: Tiziano Ballabio / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

3 Commenti

Comments are closed.

Condividi

Più letti

Leggi anche
Milanpress

La società glissa, i giocatori si espongono. Il sostegno ad Allegri arriva dal basso

Nonostante sia aprile, non ci si è ancora abituati...

Milan, here we go again: a 6 dal termine nessuna certezza sul futuro

Da diverse stagioni in casa Milan in ogni finale...

Prima la Champions e poi il futuro, ma qualcuno faccia chiarezza

Siamo nei giorni scanditi dai grandi match di Champions...

Ma quanto c’è da stare Allegri?

«C'è poco da stare Allegri», recitava così un vecchio...