A Bologna ci ha pensato Rabiot, a Pisa è toccato a Modric. Il Milan di Massimiliano Allegri pone le sue fondamenta sul suo centrocampo creato in estate. I due hanno cambiato totalmente il volto della squadra grazie alla loro mentalità, portando una ventata d’aria fresca e un’ambizione ritrovata ad un ambiente che aveva appena vissuto una stagione disastrosa.

Il loro impatto non è rintracciabile nei soli numeri, sebbene i 6 punti delle ultime due partite portino il loro nome, ma è stato ben più profondo. Un impatto simile lo avevano avuto nell’inverno 2020 Zlatan Ibrahimovic e Simon Kjaer, i quali diedero una scossa ad una squadra giovane e reduce da una batosta (5-0 contro l’Atalanta). Lo svedese e il danese arrivarono all’età di 39 e 30 anni, segno che l’età e l’esperienza fanno la differenza. La coincidenza? Si tratta della stessa età del croato e del francese al loro arrivo al Milan. Se non è destino questo.
Modric e Rabiot: la capacità di alzare l’asticella e rimanere con i piedi per terra
Luka Modric non è abituato a giocare per un piazzamento, bensì per un trofeo. È sempre stato questo il suo mantra da quando ha iniziato a vestire la maglia rossonera, per combattere la mediocrità. “Il Milan non può accontentarsi di quella” ha detto nel giorno della sua presentazione. E cosa c’è di più grande dell’obiettivo scudetto? Con il tempo, però, anche lui ha cercato di adattare i messaggi lanciati, evidenziando l’importanza del momento presente e la necessità di evitare voli pindarici. L’ambizione resta, ma i piedi sono ben piantati per terra.

Se avete letto questo paragrafo, potete tranquillamente traslare il discorso anche per Adrien Rabiot. A sentirlo parlare, sembra di udire Massimiliano Allegri: “L’obiettivo del Milan è tornare tra le prime quattro“. Poi, però, come il compagno di reparto si è lasciato andare anche a commenti più trancianti: “Se non ci fosse il Milan, oggi l’Inter farebbe il campionato da sola“. È l’equilibrio delle uscite a determinare anche l’umore e il sentiment dello spogliatoio. Ma se fin qua abbiamo parlato dell’extra-campo, ora anche il campo merita la sua parte.
E sul campo il Milan va al loro battito
Quanto al campo, i numeri parlano di 6 gol e 7 assist in due. Ma non è tanto l’apporto in zona offensiva, quanto la loro presenza all’interno della partita. I loro movimenti in campo garantiscono alla fase di costruzione rossonera più opzioni per via del loro continuo interscambio.
Da sottolineare è però l’assunzione di responsabilità nei momenti delicati. Due le immagini: la doppietta di Rabiot contro il Como (con rigore conquistato) e il gol di Modric proprio ieri contro il Pisa. Quando ci sono da togliere le castagne dal fuoco, quando c’è da determinare, lì si vedono i campioni. E come accadde nel 2020 con Ibrahimovic e Kjaer, nel 2026 sono Modric e Rabiot ad aver permesso il salto di qualità al Milan.



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