Camarda: tante parole a vanvera sul suo conto e sul Milan (Futuro). Il classico tiro al piccione all’italiana

La nuova frontiera della discussione calcistica nella sosta di ottobre 2024 si chiama seconde squadre, si chiama Milan Futuro. Si registrano critiche ad un nuovo progetto, per il quale si è dichiarata sin dall’inizio un’attendibilità scarsa nei primi mesi proprio perché nuovo. Il tutto dopo 10 partite stagionali, 2 in Coppa Italia Serie C (vittorie) e 8 in campionato (1 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte).

Un progetto, ricordiamo, nato dopo Juventus Next Gen e Atalanta U23 che dopo le prime 10 partite dalla loro nascita si trovavano in questa condizione: 4 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte i bianconeri, 3 vittorie, 2 pareggi e 5 sconfitte i nerazzurri. Risultati di fine stagione? 12° posto ed eliminazione alla prima fase di Coppa Italia Serie C per i bianconeri, 5° posto ed eliminazione alla prima fase di Coppa Italia per i nerazzurri. Potremmo anche discutere del fatto che entrambe abbiano affrontato il girone A di Serie C nel primo anno (storicamente il meno competitivo dei tre), mentre i rossoneri si ritrovano nel girone B, ma ciò crediamo non aggiunga nulla al discorso.

Al di là dei risultati e della squadra in generale, il nostro focus odierno vuole essere su Francesco Camarda e l’indecente strumentalizzazione delle ultime nel parlare di questo ragazzo legato al Milan e alla sua gestione. Prima di tutto, per rinfrescare la memoria a qualcuno, ripercorriamo gli ultimi mesi del classe 2008 (2008, 16 anni).

Dopo una stagione da protagonista con la maglia del Milan Primavera (41 presenze, 13 gol), è costretto a saltare la fase playoff del campionato Primavera 1 per via dell’impegno con l’Italia U17 nell’Europeo poi vinto: gioca 5 partite su 6, tutte da titolare e decide la finale con una doppietta. Tutto questa da giocatore sotto età, come spesso gli è accaduto. Rientra dall’Europeo U17 e vola ad aiutare il Milan U17 nella fase playoff, giocando 90′ pochi giorni dopo il rientro dall’esperienza in Azzurro.

Viene convocato poi dall’Italia U19 per un altro Europeo, nel quale parte titolare due volte, con gli Azzurri sconfitti in semifinale. Finisce l’avventura il 25 luglio, il 28 è già con le valigie per partire per la tournée negli Stati Uniti della prima squadra. Niente preparazione con Milan Futuro, dunque. Torna in Italia e viene buttato subito in campo in Coppa Italia Serie C dove timbra il cartellino alla seconda partita. Dopo due presenze in campionato (e il primo gol), si ferma a causa di un problema muscolare che lo blocca per due settimane prima di tornare in campo contro il Liverpool in Youth League e la Torres in Serie C.

Cosa possiamo dire di Camarda? Innanzitutto una constatazione: non ha di fatto svolto una preparazione specifica con una squadra. Buona parte della colpa è della gestione scriteriata, questa sì, della Federazione che ha deciso di convocarlo per due competizioni (Europeo U17 e Europeo U19) nel corso della stessa estate. Una follia per uno dei talenti in prospettiva migliori del calcio italiano, messo in difficoltà nei primi mesi dell’annata successiva per via di una condizione imperfetta. Al contempo è giusto sottolineare che, a posteriori, la decisione di portarlo in tournée sia stata infelice perché non gli ha permesso di lavorare con Milan Futuro per almeno una decina di giorni, squadra in cui verrà utilizzato maggiormente durante l’anno.

Ora però chiediamo noi: cosa c’è di fallimentare nella gestione di Camarda fino ad ora? I numeri: nono giocatore più utilizzato in Milan Futuro nonostante l’infortunio di mezzo, 6 volte titolare in 10 partite. I gol che mancano? Possiamo rispondere con un’altra domanda: davvero era da aspettarsi un impatto immediato di un classe 2008 tra i professionisti contro difensori navigati ed esperti? E soprattutto: come si può parlare di giocatore che non gioca né in Serie A né in Serie C quando il campo dice altro? L’unico appunto che si può fare al Milan, ad oggi, è forse lo scarso utilizzo in Primavera da cui è quasi totalmente scomparso. Continuare a giocare e fare gol, a prescindere dalla categoria, potrebbe aiutarlo a digerire meglio il salto e potrebbe aiutarlo nella sua crescita personale, con una sicurezza diversa.

Resta un po’ di stupore per l’utilizzo strumentale di un giovane talento per colpire un bersaglio più grosso. A maggior ragione con ricostruzioni pressapochiste che hanno ben poco a che fare con la realtà, dall’alto di chi si dovrebbe occupare di calcio giovanile e dovrebbe conoscere l’ambiente della Serie C anche per simpatie personali.

È ancor più inammissibile l’atteggiamento e le parole di un presidente di Federazione nei confronti del club (che in un’occasione come questa dovrebbe far sentire almeno off the record). La stessa Federazione che non più di 4 mesi ha fatto sì che il giocatore in questione, Camarda, disputasse due campionati Europei di categorie differenti (U17, U19), spremendolo fino all’ultimo senza un minimo di attenzione al percorso del ragazzo e alle eventuali difficoltà che poteva riscontrare all’inizio della sua prima stagione da professionista. Lo stesso presidente di Federazione che, tra l’altro, vede come un motivo di vanto i risultati delle Under e denota scarse doti di analisi riguardo alla crescita del giovane talento, focalizzandosi non tanto su di essa ma sul risultato ottenuto.

E allora lasciamo tracciare al Milan il percorso giusto per il classe 2008 (2008!!!), perché chi invece dovrebbe essere d’aiuto, perché a capo di organizzazioni, dimostra di non conoscere, volontariamente o meno, una linea limite oltre cui non andare con le proprie esternazioni.

Milan Futuro: Francesco Camarda - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Milan Futuro: Francesco Camarda – MilanPress, robe dell’altro diavolo
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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