Domenica sera, alle 20:45, il Milan è sceso in campo contro la Juventus. La partita cartello della 34esima giornata di Serie A non ha rispettato le attese, regalando uno spettacolo soporifero. 0-0 al termine dei 90′, con poche occasioni da un lato e dall’altro. La posta in gioco era elevata: il Milan per mantenere a distanza la Juventus, gli ospiti per provare ad accorciare e ristabilire il distacco da Como e Roma (entrambe vincenti).
Ciò che ha colpito, ancora una volta, è stato il finale di partita dei rossoneri, con un approccio sempre più difensivo e conservativo.
All-in sulla difesa
Con ogni probabilità, il Milan chiuderà la stagione 2025/26 con la migliore difesa della Serie A. I meriti vanno divisi tra i diversi agenti. In primo luogo, Allegri è stato bravissimo nel sistemare un ruolo che, la stagione passata, faceva acqua da tutte le parti. Il tecnico ha dato fiducia a tutti: da Pavlovic a De Winter, passando dalla certezza Gabbia, arrivando fino a Maignan. Ecco, proprio il francese merita una menzione d’onore: l’estremo difensore rossonero è tornato ai livelli di un top, diventando decisivo a più riprese e convincendo l’ambiente al rinnovo. Infine, va apprezzato il lavoro e la dedizione dei vari difensori: Pavlovic è migliorato parecchio e ha confermato come la difesa a 4 non faccia per lui. Gabbia è ormai la certezza. De Winter è migliorato molto rispetto a un disorientamento iniziale. Tomori, come da qualche anno, alti e bassi.
Allegri ha trasformato, quindi, il punto debole del vecchio Milan, in punto di forza: 27 reti subite in 34 partite, 0,8 gol a partita, l’anno scorso la media oscillava tra l’1 e l’1,5.
L’approccio nei minuti finali
L’obbiettivo Champions è di vitale importanza, Allegri lo sa e per questo motivo, soprattutto nei minuti finali, tende a plasmare una squadra particolarmente difensiva e conservativa. L’ultimo esempio palese risale proprio a domenica: 5 cambi dal 46′ all’80’, con Pulisic out addirittura al 62′ e al suo posto Fullkrug.
Gli ultimi minuti sono stati una manifestazione evidente del blocco basso allegriano. Tutti gli uomini dietro la linea del pallone, possesso agli avversari, incapaci, però, di scardinare una difesa quasi perfetta.
Analizzando nel complesso la stagione del Milan, si può affermare che, probabilmente, proprio per colpa di questo approccio, si è persa la corsa Scudetto. Al netto di un’inferiorità evidente con i cugini, in partite fondamentali come quella contro il Napoli, scendere in campo per difendere uno 0-0 ha, di fatto, ingannato il Milan che dal Maradona è uscito a bocca asciutta, per colpa del gol, nel finale di Politano.
Insomma, la qualificazione Champions passa, soprattutto, dalla fase difensiva visto che si può fare poco affidamento sugli attaccanti.


