La nuova stagione del Milan sta per cominciare, e, come per ogni primo giorno di scuola, c’è sempre grande attesa. A Milanello prende il via domani il primo ritiro guidato da Ruben Amorim, anche se il gruppo sarà inevitabilmente incompleto a causa dell’assenza dei giocatori impegnati nel Mondiale, che rientreranno gradualmente dalla fine di luglio. Ma proprio questa situazione potrebbe trasformarsi in un’opportunità per chi, fino a poche settimane fa, sembrava destinato a lasciare il Milan o comunque a recitare un ruolo marginale. Per alcuni rossoneri, il ritiro estivo rappresenta molto più di una semplice preparazione atletica: è un vero e proprio esame.
Chukwueze e Musah, Amorim lascia aperta una porta
Tra i passaggi più interessanti della conferenza stampa di presentazione di Ruben Amorim c’è stato il riferimento a Samuel Chukwueze e Yunus Musah. Due nomi che molti davano ormai fuori dal progetto tecnico e che invece il nuovo allenatore ha deciso di non escludere. Anzi, il tecnico portoghese ha lasciato intendere che entrambi potrebbero avere caratteristiche compatibili con il suo sistema di gioco.
Chukwueze, in particolare, potrebbe beneficiare della presenza dei due trequartisti alle spalle della punta, una delle caratteristiche principali del 3-4-2-1 di Amorim. Il nigeriano avrebbe finalmente la possibilità di ricevere più vicino alla porta, sfruttando l’uno contro uno e gli spazi creati dal centravanti. Musah, invece, potrebbe trovare una nuova collocazione sulle corsie esterne, fondamentali nel calcio dell’ex allenatore di Sporting e Manchester United. La sua forza fisica, la capacità di percorrere molti metri e l’intensità potrebbero diventare risorse preziose in un ruolo più adatto alle sue caratteristiche.
Per entrambi, il ritiro rappresenta probabilmente l’ultima occasione per convincere il nuovo tecnico. Allenamenti e amichevoli saranno decisivi per ribaltare le gerarchie e conquistarsi un posto nella rosa definitiva.
Anche Nkunku può rinascere: il nuovo Milan offre occasioni
Se Chukwueze e Musah cercano una conferma, Christopher Nkunku può trovare la definitiva consacrazione. Il francese sembra arrivare al ritiro con entusiasmo e motivazioni importanti. Nel sistema di Amorim potrebbe ricoprire il ruolo ideale, quello di seconda punta o trequartista alle spalle del centravanti, con Gonçalo Ramos destinato a essere il riferimento offensivo. Un contesto tattico completamente diverso rispetto al passato. Niente più compiti da attaccante isolato, né continue lotte fisiche con i difensori centrali.
Nkunku avrebbe la possibilità di muoversi liberamente tra le linee, occupare gli spazi e sfruttare la propria qualità tecnica negli ultimi trenta metri. Naturalmente dovrà ritrovare brillantezza atletica e continuità, aspetti che hanno condizionato la sua prima stagione in rossonero. Ma le premesse sembrano decisamente più favorevoli. Il tutto per non parlare di altri calciatori come Athekame, Fofana, Loftus-Cheek, Odogu, Ricci, Terracciano e Tomori, chiamati a convincere Amorim della bontà di una loro eventuale conferma in rossonero.
Intanto il Milan continua anche a definire la rosa. Dall’elenco dei convocati mancano Warren Bondo e Ismaël Bennacer, entrambi destinati a lasciare il club. Il centrocampista algerino è il più vicino all’addio, con la trattativa per la risoluzione del contratto ormai avviata, mentre Bondo è reduce dal prestito alla Cremonese e resta sul mercato. Il ritiro di Milanello, dunque, non servirà soltanto a costruire il nuovo Milan di Amorim. Sarà anche il momento in cui diversi giocatori si giocheranno il proprio futuro in rossonero. Per qualcuno sarà l’occasione del rilancio, per altri l’ultima possibilità prima di salutare definitivamente il club.


