Si è appena conclusa la conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico del Milan, Ruben Amorim. Di seguito le dichiarazioni di Amorim:
Le parole di Amorim
«E’ un onore essere qui, sento che la città ci segue, adoro Milanello perchè c’è tutto quello che serve e il personale è strepitoso. Mi sento a casa. Ho guardato tanto Arrigo Sacchi e le idee che ha portato in campo, ricordo Capello, Ancelotti. E’ difficile scegliere un solo ricordo del Milan del passato, sento la responsabilità di essere qui. Vogliamo vincere, è una bella sfida. Guardo la squadra nel suo complesso, ognuno avrà il suo compito.
Ramos? Facciamo tanto scouting, credo moltissimo in Gonçalo, avete visto che gol che ha fatto contro la Croazia contro tre difensori, e in Italia spesso gli attaccanti sono marcati così. Per me è importante avere giocatori che siano ben inquadrati nella squadra, a lui bastano cinque minuti per vedere come gioca. Credo nella squadra e sono felice del suo arrivo che è stato anche molto veloce. Anche Leao ha giocato molto bene al Mondiale.
Oltre a quello che diciamo, è importante quello che facciamo. Il Milan è una sfida ed è molto di più di una vittoria o di un titolo. E’ qualcosa di personale, cercherò di portare la mia mentalità. Credo nel Milan e voglio imparare tutto sul calcio italiano. Sono certo che le cose andranno bene. L’ho accettato non perchè sia il Milan, ma perchè so quella che è la rivoluzione in corso in questo momento. Nella mia testa era scattato qualcosa già dopo la prima riunione perchè mi piace il team e mi piacciono gli obiettivi. Ho avuto diversi incontri e quando senti che intorno a te hai le persone giuste, sono ingredienti di una sfida che ho voluto raccogliere.
Fonseca e Conceiçao? Li conosco entrambi, ma voglio fare le cose come le intendo io. Voglio tastare con le mie mani la situazione che ho davanti agli occhi. Sono felice della squadra. Il nostro lavoro è valutare la squadra e segnalare i profili che possono interessare e tutti insieme lavoreremo per costruire la squadra migliore. Dobbiamo ancora conoscere approfonditamente tutti i nostri calciatori. Mourinho? Ho imparato molto da lui ma sono completamente diverso. Quando sei allenatore non devi copiare nessuno, ho tantissimo rispetto per lui tanto da definirmi suo amico, ma non aspettatevi da me una comunicazione alla Mourinho.
Modric è un giocatore che vogliamo tenere, ci ho parlato due volte e se serve posso andare a parlarci ancora. Anche i dirigenti hanno parlato con lui, e speriamo che possa restare. Per i tifosi non è facile subire questo periodo difficile, capisco cosa vuol dire essere fuori dalla Champions. La prima domanda che ho fatto alle riunioni è stata se avessimo le armi per uscire da questo momento e ho avuto risposte positive.
L’unica cosa che posso promettere è che farò sempre quello che è meglio per il club, anche se non dovesse essere la cosa che piace a tutti. Abbiamo idea di come vogliamo giocare ed è un punto di partenza, vogliamo vincere sin dall’inizio e costruire tutto. La cultura portoghese e quella italiana si basano molto su creare rapporti e io sono fatto così. Sarò sempre vicino ai giocatori ed onesto con loro, cercherò di essere equo e corretto perchè è così che si ottiene la fiducia. Mi piace il contatto umano, abbiamo un team eccezionale e vogliamo occuparci dei nostri giocatori, ma penso che la loro fiducia si conquisti anche con il modo di giocare.
Pulisic è un giocatore di grande talento, perfetto per il calcio italiano e può fare la differenza. Ho le idee molto chiare su come utilizzarlo, partendo da sinistra e accentrandosi. Ora spero che recuperi presto dall’infortunio. Se cominciassi la stagione con questa squadra sarei felice, non ho ancora incontrato i giocatori e li voglio valutare in allenamento.
Ci sono giocatori che rimarranno con noi, servono giocatori bravi nell’1 vs 1, penso ad esempio a Saelemaekers o a Chukwueze e valuterò anche quelli che sono rientrati dai prestiti. Vediamo prima quelli che abbiamo e poi chi prendere, tenendo conto anche dell’aspetto economico. A Manchester ho fatto errori dai quali ho imparato molto, credo che di essere un allenatore migliore», conclude Amorim.
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