Il nome in pole per diventare il nuovo direttore sportivo del Milan è quello di Igli Tare, ex Lazio. Il dirigente albanese sembra essere il profilo scelto nel casting che ha visto protagonisti anche Fabio Paratici e Andrea Berta, con quest’ultimo che aveva però dato la sua parola all’Arsenal con cui è in contrattazione.
A parlare dell’ex ds biancoceleste sono i quotidiani odierni, a partire dalla Gazzetta dello Sport. La figura è molto stimata per la bravura nell’individuare i talenti e nel gestire lo spogliatoio. Secondo la Repubblica, la scelta porta la firma di Gerry Cardinale e di Zlatan Ibrahimovic che avrebbero avuto il colloquio decisivo venerdì scorso a Londra. Il profilo piace perché parla sei lingue, gira per il mondo per scovare talenti e non si sofferma solo sul nome, ma sull’adattabilità al progetto.
Dei tre è quello che costa meno (circa un milione di euro). Il preferito inizialmente era Berta, il quale però era già in contatto con l’Arsenal. Paratici dovrebbe invece riprendere a lavorare in Premier. Tare era stato vicino al Milan nel 2019 quando Maldini provò a portarlo a Milano, ma rifiutò perché aveva appena firmato il rinnovo con la Lazio. Secondo il Corriere della Sera, il dirigente sarebbe stato proposto dal super agente Jorge Mendes. Con il suo arrivo, Geoffrey Moncada tornerebbe al ruolo di capo dell’area scouting, con il contratto in scadenza a giugno che “verrà certamente rinnovato“.
Capitolo nuovo allenatore. Sia la Rosea che Repubblica parlano di Cesc Fabregas come profilo preferito sia dal club che da Tare. Scendono le quotazioni di Maurizio Sarri con il quale i rapporti sono freddi dopo l’esperienza alla Lazio. Da monitorare Massimiliano Allegri e anche Vincenzo Italiano.


