Il 4-2 contro il Bologna non è stata soltanto una battuta d’arresto. È una fotografia delle difficoltà che il Milan può incontrare quando il numero di partite aumenta, una gara si complica e le risorse a disposizione diminuiscono. Dopo aver ribaltato il risultato nel primo tempo, i rossoneri hanno subito tre reti nella ripresa, mostrando quanto sia difficile mantenere solidità e controllo nelle situazioni più delicate.
Milan, alternative contate, emergenze inevitabili
In attacco, alle spalle di Ramos, le opzioni sono limitate e Camarda rappresenta una soluzione ancora da valutare in base alle esigenze della squadra. È soprattutto in difesa, però, che la situazione diventa preoccupante. L’infortunio di Tomori si aggiunge alle difficoltà di un reparto nel quale le rotazioni rischiano di ridursi drasticamente. Quando le assenze si accumulano, ogni indisponibilità finisce per pesare più del previsto, obbligando a rivedere gerarchie e assetti. La sensazione è quindi che si potesse intervenire meglio sul mercato, andando a puntellare quei reparti più scoperti con qualche innesto mirato.
Amorim in conferenza: «Il numero di giocatori in rosa è giusto»
Questa lettura non sembra però coincidere completamente con quella dell’allenatore. In conferenza stampa, alla vigilia del derby, Amorim ha difeso la composizione della rosa, spiegando che gli infortuni non sono sempre prevedibili e che bisogna considerare lo storico fisico di ogni giocatore e i suoi carichi di lavoro. «Non puoi controllare gli infortuni», ha sottolineato, ricordando anche il caso di Saelemaekers, fermatosi durante una partitella. Il tecnico ha inoltre escluso responsabilità dello staff medico e di Milan Lab, definendone invece eccellente il lavoro. Ha poi aggiunto: «Se si ragiona razionalmente, il numero di giocatori in rosa è giusto», attribuendo parte delle difficoltà alla concomitanza di più indisponibilità.


