Un Milan ancora senza dirigenti diserta la cena tra club? Sarebbe un altro autogol che rischia di isolare il club

Siamo nell’ultima decade di giugno ed il Milan continua a muoversi in una fase di profonda incertezza, e il problema non riguarda soltanto il campo. A quasi un mese dai licenziamenti di Giorgio Furlani, Igli Tare e Geoffrey Moncada, infatti, il club rossonero non ha ancora completato la propria struttura dirigenziale. Ruben Amorim è stato scelto e ufficializzato come nuovo allenatore, ma le caselle più importanti dell’area sportiva restano ancora vuote.

Il direttore sportivo e il direttore tecnico non sono stati ancora individuati, lasciando il Milan senza una vera guida operativa in un momento estremamente delicato. Una situazione che pesa non solo sulla programmazione della squadra, ma anche sull’immagine e sulla presenza del club all’interno del sistema calcio italiano.

Milan, senza dirigenti manca una voce nelle stanze del calcio italiano

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, infatti, alla cena informale tra i club organizzata prima dell’assemblea FIGC chiamata a eleggere il nuovo presidente federale, non dovrebbe essere presente alcun vertice dell’area sportiva rossonera. A Roma ci sarà sicuramente il presidente Paolo Scaroni, ma l’assenza di figure tecniche e dirigenziali rappresenta un segnale che non può passare inosservato.

Per un club come il Milan, la presenza istituzionale non è un dettaglio. Nel calcio moderno il peso di una società non si costruisce soltanto attraverso risultati sportivi e investimenti economici, ma anche attraverso la capacità di essere protagonista nei momenti decisionali. Avere rappresentanti autorevoli ai tavoli che contano significa avere voce, creare rapporti, difendere gli interessi del club e contribuire alle scelte che riguardano il futuro del movimento.

Il Milan rischia di perdere influenza: il peso politico conta quanto il mercato

Il calcio italiano, del resto, vive anche di relazioni. Da sempre. Le società più importanti non sono tali soltanto per la storia o per il numero di trofei vinti, ma anche per la capacità di incidere nelle dinamiche che regolano il sistema. Il Milan, per tradizione e dimensione internazionale, dovrebbe essere uno dei club con maggiore influenza. La sua storia impone una presenza costante e autorevole nelle stanze dove vengono prese decisioni strategiche.

Non avere oggi una struttura dirigenziale completa significa perdere tempo, ma anche rischiare di perdere centralità. È un altro autogol in una fase in cui il club avrebbe invece bisogno di ricostruire credibilità, solidità e una direzione precisa. La scelta di puntare su un nuovo allenatore rappresenta soltanto un primo passo. Per costruire un progetto realmente competitivo servono figure capaci di rappresentare il Milan dentro e fuori dal campo. Perché una grande società non si misura solo dalla qualità dei giocatori che acquista o dagli allenatori che sceglie. Si misura anche dal peso che riesce ad avere quando il calcio decide il proprio futuro.

Sede FIGC - MilanPress, robe dell'altro diavolo
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Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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