Qualcosa è sicuramente cambiato nell’atteggiamento di Gerry Cardinale. Il numero uno di RedBird e proprietario del Milan sembra aver compreso, forse anche dopo alcuni errori commessi negli ultimi anni, quanto sia importante essere presente e vicino alla squadra. La sua figura si vede sempre più spesso tra Casa Milan, Milanello e San Siro. Non soltanto appuntamenti istituzionali, ma una presenza che prova a diventare costante, soprattutto in un momento delicato della stagione e alla vigilia di una partita pesante come il derby contro l’Inter.
Le parole rilasciate a la Gazzetta dello Sport raccontano anche un tentativo di cambiare il modo di comunicare. Cardinale conserva il suo stile americano, diretto e a tratti sopra le righe, ma questa volta il messaggio è soprattutto di protezione nei confronti del gruppo. «Devo voler bene a tutti i miei… “figli”: Pulisic lo adoro; idem Rabiot, Moreira, Gila, che è una bestia, Hutchinson, Ramos, Maignan che è il nostro leader… E potrei citarli tutti i miei ragazzi», ha dichiarato. Parole che possono suonare insolite per chi conosce il suo approccio degli ultimi anni, ma che trasmettono un concetto chiaro: il proprietario vuole far sentire la propria vicinanza ai giocatori.

Cardinale si prende il Milan: non soltanto parole, ma presenza
La differenza, naturalmente, dovrà vedersi anche nei fatti. Essere proprietari di un grande club non significa soltanto investire, prendere decisioni e fissare obiettivi economici. Significa anche comprendere l’ambiente, conoscere le dinamiche di una squadra e saperla sostenere nei momenti più complicati. Cardinale sembra voler fare un passo proprio in questa direzione, provando a calarsi maggiormente nella realtà del calcio italiano e a proteggere il Milan da una comunicazione esterna che, in alcune occasioni, rischia di alimentare ulteriormente le difficoltà.
Non è detto che bastino qualche visita a Milanello o dichiarazioni d’affetto per cancellare gli errori del passato. Ma sarebbe altrettanto sbagliato non riconoscere il valore di un proprietario più presente, che prova a metterci la faccia e a trasmettere fiducia al proprio gruppo. Soprattutto in una fase in cui la squadra ha bisogno di compattezza, dentro e fuori dal campo.
«Scudetto? Possibile al 100%»: Cardinale crede nel Milan
Il messaggio del numero uno di RedBird non si ferma alla vicinanza a giocatori e allenatore. Cardinale ha voluto ribadire anche le proprie ambizioni: «È soltanto questione di tempo prima che diventeremo migliori, che solleveremo quel trofeo. Scudetto? Possibile al 100%». Una dichiarazione forte, nel suo consueto stile, che non lascia spazio a interpretazioni sulla volontà di riportare il Milan a vincere.
Adesso, però, servirà trasformare queste parole in un progetto concreto. La presenza del proprietario è un primo passo, la fiducia nei giocatori un altro, ma il Milan ha bisogno soprattutto di stabilità, competenza e continuità nelle scelte. Cardinale sembra aver capito che un club come quello rossonero non può essere gestito soltanto da lontano, attraverso numeri e strategie finanziarie. Il rapporto con la squadra, con i tifosi e con l’ambiente conta altrettanto. E se questo nuovo atteggiamento dovesse diventare una costante, sarebbe certamente una buona notizia per il futuro del Diavolo.



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