Le parole d’ordine per il Milan di Amorim: pazienza ed equilibrio. Il 4-2 non cambia la rotta

Il Milan chiude il precampionato con una vittoria convincente per 4-2 contro il Manchester United. Un successo che non vale punti, ma lascia qualcosa di più importante del risultato, ovvero la sensazione che il lavoro di Ruben Amorim stia iniziando a produrre i primi frutti. Per intensità, organizzazione e capacità di reagire alla perdita del pallone, i rossoneri hanno mostrato un’identità sempre più riconoscibile.

La tentazione sarà adesso quella di trasformare questa prestazione in una certezza. Errore. La parola d’ordine che dovrà accompagnare il Milan nelle prossime settimane è una soltanto: equilibrio. Perché domenica, a Torino contro i granata dell’ex Ignazio Abate, inizierà un’altra storia. E il progetto Amorim-Milan dovrà essere giudicato sul lungo periodo, non sulla base di una singola partita.

Il lavoro di Amorim inizia a vedersi: intensità e giocatori ritrovati

Il 4-2 contro il Manchester United ha mostrato alcuni automatismi che nelle precedenti amichevoli erano soltanto accennati. Il Milan ha cercato con continuità di riaggredire l’avversario dopo la perdita del pallone, portando spesso la pressione molto alta e recuperando il possesso nella metà campo inglese. È esattamente uno dei principi sui quali Ruben Amorim sta costruendo la nuova squadra.

Ma la prestazione di squadra ha anche avuto il merito di rivitalizzare alcuni singoli. Ardon Jashari ha mostrato personalità e qualità, Ruben Loftus-Cheek è apparso più coinvolto e dentro il gioco, mentre Samuel Chukwueze ha dato segnali incoraggianti sul lato destro. Non sono ancora certezze, ma sono risposte che Amorim può utilizzare per ampliare le proprie soluzioni.

Domenica Torino, poi il tempo: pazienza ed equilibrio

Adesso, però, arriva la parte più difficile. Domenica il Milan debutterà in campionato all’Olimpico Grande Torino contro la squadra guidata da Ignazio Abate, ex rossonero e tecnico che conosce molto bene l’ambiente. Sarà una partita tosta, diversa dalle amichevoli e con una pressione completamente differente. Un eventuale passo falso potrebbe riaccendere immediatamente lo scetticismo attorno alla squadra e al nuovo allenatore.

Ed è proprio qui che serviranno pazienza ed equilibrio. Il Milan non può pensare di essere diventato improvvisamente una squadra completa dopo il 4-2 allo United, così come non potrà essere considerato un progetto fallito in caso di una sconfitta a Torino. La stagione sarà lunga e il lavoro di Amorim richiederà tempo, anche perché il club sta costruendo qualcosa di nuovo dentro e fuori dal campo. L’obiettivo dovrà essere uno soltanto: remare tutti dalla stessa parte. Perché, comunque vada domenica, il progetto Amorim-Milan dovrà essere giudicato sulla distanza e non sulla prima curva del campionato.

Milan: Ruben Amorim (Photo Credit: ZUMA Press Wire via IPA Agency)
Milan: Ruben Amorim (Photo Credit: ZUMA Press Wire via IPA Agency)
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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