Non è ancora un duello scudetto quello tra Milan e Inter, perché alle spalle possono ancora rientrare e perché per Massimiliano Allegri non c’è (per ora) una corsa. È normale però che se ne parli visto il momento vissuto dal Diavolo, la distanza in classifica e il calendario da qui alla fine del campionato. A scriverne oggi sono Corriere della Sera e la Repubblica che raccontano innanzitutto del “Patto di Milanello“.
Il patto di Milanello: niente parola scudetto, ma nessun rimpianto alla fine
La spiegazione è semplice. Nello spogliatoio la parola “scudetto” non è stata sdoganata, anche se è pacifico che ogni tanto qualcuno guardi chi sta sopra, soprattutto chi di vittorie importanti se ne intende come Luka Modric che sta trasmettendo al gruppo una mentalità vincente, contagiando i compagni con l’ambizione.
La parola d’ordine, questa sì sdoganata, è “concentrazione“. Una concentrazione che dev’essere massima, perché l’obiettivo finale è non avere alcun tipo di rimpianto alla fine della stagione, che sia primo, secondo, terzo o quarto posto.
I tre giorni di riposo, le quattro partite prima del derby
Giovedì, venerdì e sabato. Pisa, Como, Parma e Cremonese. I primi sono i tre giorni liberi concessi da Massimiliano Allegri dopo la trasferta di Bologna e il lavoro di scarico di ieri, sfruttando il rinvio a metà febbraio della sfida contro il Como. Le seconde sono le quattro gare che separano il Milan dal derby dell’8 marzo, là dove si capirà veramente, senza più vie di scampo, se questa squadra può ambire alla cima o si accontenterà dell’obiettivo dichiarato.



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