“Cavare sangue da una rapa” è l’espressione più comune nella lingua italiana, ma ce ne sono anche di simili come “tirare acqua dal fuoco“. Sono tutti modi di indicare il tentativo di pretendere da qualcuno ciò che non può dare, perdendo così tempo e occasioni. Ed è proprio quello che sta accadendo in questa prima parte di stagione al Milan.
Massimiliano Allegri finora ci ha abituati bene, riportando il Milan nelle zone alte della classifica, ma al momento è evidente (a lui e pure a noi) che chiedere di più a questa squadra è assolutamente impossibile. Trentadue punti in classifica non sono per niente pochi, anche se quelli lasciati per strada con le piccole restano un cruccio incredibile, anche oggi contro il Sassuolo.
Milan, tutti sappiamo quello che serve
E ciò indipendentemente dall’ennesimo disastro arbitrale, stavolta firmato dal signor Valerio Crezzini, l’ennesimo arbitro novizio mandato ad arbitrare il Milan capolista a San Siro (ricordate Serra?) con mezza dozzina di presenze in Serie A all’attivo ed un ridicolo gol annullato a Pulisic per un inesistente fallo di Pavlovic. Oggi, dicevamo, il Milan si mangia ancora una volta le mani anche perché la rosa è stata costruita male. Ha poco senso stare a discutere di chi sia stata “la colpa”, anche perchè è una cosa evidente sin dalle ore 20:01 del primo settembre.
Ciò che conta è che c’è tempo e modo di rimediare, ma bisogna agire con fermezza e tempestività. Non serve ribaltare la squadra, farne arrivare dieci. Per alzare il livello di una rosa che gioca una sola volta a settimana, bastano tre acquisti: un attaccante, innanzitutto; un difensore centrale, e un esterno destro che faccia rifiatare Saelemaekers, uno che arriva a fine partita sempre distrutto perchè non si risparmia davvero mai.
Mister Allegri, un piccolo appunto
Ciò detto, però, un piccolo, piccolissimo, appunto ci permettiamo di farlo al mister: servirebbe una maggiore lucidità nelle scelte a partita in corso. E’ vero, come abbiamo detto centinaia di volte, che le armi a disposizione di Allegri sono pochissime, però spesso si attinge troppo poco (e tardi) dalla panchina. Il Sassuolo ha ritrovato vigore con gli ingressi di Doig e Laurienté, il Milan è arrivato in debito di ossigeno anche perchè i cambi sono arrivati tardi.
A maggior ragione nell’epoca delle cinque sostituzioni, queste vanno fatte nei momenti giusti della partita, per due motivi: in primis per non avere giocatori stanchi, la cui poca lucidità rischia di crearti danni; ed in secundis, perchè così non si da a nessuno la possibilità a nessuno di entrare in partita. Del resto, se Jashari gioca zero minuti in sei partite di campionato da quando è rientrato, e per di più in un periodo in cui Modric è in evidente calo fisico, è evidente che c’è qualcosa che non va.



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