Tra autocritica e rivoluzioni: il mercato di gennaio del Milan è già storia, ora alla storia servono conferme

Sei mesi fa, il Milan intraprendeva la sua stagione con un messaggio chiaro, definito e netto. Il club, attraverso le parole di Zlatan Ibrahimovic, facente funzione – de facto – del proprietario Gerry Cardinale, stabiliva confini precisi: l’allenatore si occupa di allenare, la dirigenza di mercato. Un principio di separazione dei poteri che aveva l’intento di garantire ordine e stabilità. In teoria. Infatti, come spesso accade, la realtà ha riservato sorprese. Con l’arrivo di Paulo Fonseca, la stagione si è subito incanalata verso binari a tratti paralleli. Mondi indipendenti, poco dialoganti. E il campo era lì a dimostrarlo una partita sì e l’altra pure.

Pochi giorni fa, durante la conferenza di presentazione di Kyle Walker, ho chiesto a Ibrahimovic se l’arrivo di Sergio Conceição non fosse, in qualche modo, il segno di un’autocritica da parte della società, un riconoscimento delle difficoltà emerse nel progetto precedente. La risposta, di per sé, ha svelato ben più di quanto potessimo immaginare da lì a pochissimi giri d’orologio. Non solo Conceição ha iniziato evidentemente a influenzare le dinamiche di mercato, ma in un mese ha avuto il merito di chiarire senza mezzi termini ciò di cui il Milan aveva bisogno e, altrettanto importante, ciò che non serviva più. La vicenda Calabria è il caso più lampante, ma anche l’epilogo legato a Bennacer non scherza: un mese fa eravamo a “godere” del suo discorso da capitano a Riyadh dopo l’accesso alla finale, due giorni fa ha repentinamente sistemato i suoi profili social “customizzandoli” alla marsigliese.

Ma il vero colpo di scena arriva al gong del mercato di gennaio, che ha visto il Milan scommettere – dopo Walker – su nomi di grande profilo come Giménez e João Félix e su ottime alternative come Bondo e Sottil. A bocce ferme, sembra il mercato invernale più invasivo della storia del club. Eppure alla base di questi movimenti c’è stata la visione forse più chiara dell’era Furlani-Moncada e un messaggio preciso: non c’è più tempo da perdere, è arrivato il momento di accelerare il processo di crescita e di mettere a disposizione del tecnico una rosa adeguata alle ambizioni sue e del club. Ora non resta che vedere sul campo se il progetto, finalmente, potrà trovare la serenità quotidiana di cui ha bisogno per raggiungere traguardi importanti. A partire da stasera, da una semifinale di Coppa Italia da conquistare senza se e senza ma.

Milan: Joao Felix - MilanPress, robe dell'altro Diavolo
Milan: Joao Felix – MilanPress, robe dell’altro Diavolo

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