Sono le settimane di sosta e si sa, bisogna riempire il vuoto con temi anche triti e ritriti, talvolta senza fornire grandi aggiornamenti. È il caso di Mike Maignan e del dossier riguardante il suo futuro, attualmente privo di nuove pagine e fermo da mesi ad un punto: lascerà il Milan a parametro zero a fine stagione.
Allegri, il mancato addio e il patto
Non è un mistero che i rapporti tra l’entourage del giocatore, il giocatore stesso e la dirigenza rossonera si siano raffreddati dopo l’inizio del 2025. Il Milan aveva presentato una proposta di rinnovo con adeguamento da circa 5 milioni di euro a stagione fino al 2028 che il francese aveva di fatto accettato verbalmente. Un’offerta messa in stand-by dalla società complici ripensamenti sulla cifra viste alcune prove negative (tra tutte pesa quella a Rotterdam contro il Feyenoord).
La mossa è stata poco gradita dalla controparte che ha portato ad una fase di stallo fino all’inizio dell’estate, quando la decisione presa dall’estremo difensore era abbastanza chiara: voleva chiudere la sua esperienza al Milan. Le avances del Chelsea pre Mondiale per Club lo avevano convinto, ma il club si è messo di traverso per due motivi. Il primo riguarda il lato economico, perché i poco più di 10 milioni dai Blues non erano ritenuti una cifra congrua con il valore del giocatore. Il secondo riguarda il lato tecnico, in tutti i sensi, perché nel frattempo si era insediato Massimiliano Allegri.
L’allenatore livornese ha fatto sentire Maignan al centro del progetto, a prescindere dalla vicenda contrattuale. Una sorta di patto: andiamo avanti insieme, diamo tutto per il bene del Milan e poi, quando sarà il momento, salutiamoci. Una stretta di mano suggellata dalla fascia di capitano, confermata al suo braccio nonostante il probabile addio.
Maignan come Donnarumma? Tare e Furlani siano come Massara e Maldini
Inutile nascondere come la questione Maignan ricordi dannatamente quella di Gianluigi Donnarumma nell’annata 2020/21. In quel caso, fu la società a stancarsi dei continui tira e molla dell’entourage del giocatore e decise di puntare dritta sul portiere del Lille campione di Francia in quella stagione. Una scelta che ha ripagato.
Ecco, l’esempio di Donnarumma e quell’operazione portata avanti da Maldini e Massara sia d’esempio per Tare e Furlani. Perché se è chiaro che il portiere se ne andrà (difficile a gennaio), è anche chiaro che un sostituito andrà trovato. Caprile? Carnesecchi? Uno straniero? Torriani? Di giocatori ne è pieno il mercato, basta come al solito muoversi per tempo. E visto che il tempo c’è, non va perso.


