Bastavano tempo e lavoro per ottenere le giuste risposte, anche da chi è stato impiegato meno. In soli quattro giorni Samu Chukwueze e Noah Okafor hanno ribaltato completamente la percezione della loro importanza all’interno della rosa del Milan. Da riserve con pochi minuti a disposizione ad armi in più, capaci di cambiare l’inerzia della partita: in questo caso quella di San Siro contro il Brugge che non accennava a schiodarsi dal risultato di 1-1.
Non chiamatelo più turnover
Paulo Fonseca, tra le tante difficoltà di questa stagione dove i cambiamenti non stanno mancando (ma serve tempo, perché cambiare è difficile e il portoghese lo ripete spesso) sta pian piano trovando la quadra giusta per il suo Milan, che crea tanto e segna allo stesso modo, ma possiede ancora alcuni difetti da limare per quanto riguarda l’attenzione nelle situazioni in fase difensiva. Il gol subito contro il Brugge in superiorità numerica è senz’altro una prova.
Eppure, nonostante un inizio difficile e qualche dubbio (anche comprensibile) da parte di addetti ai lavori e tifosi, poco convinti che Fonseca possa essere l’uomo giusto, il tecnico sta prendendosi la sua rivincita e le sue ragioni. Servirà altro tempo e il Milan inciamperà ancora nel corso di questa burrascosa stagione, ma queste ultime settimane ci hanno restituito un Milan diverso, quantomeno nella capacità – in questo caso da parte di Fonseca – di saper sfruttare quasi tutti gli elementi della rosa. Da una sosta all’altra è successo esattamente questo: dal blocco di undici o dodici chiamati a fare gli straordinari, a un inserimento più fluido nelle gerarchie di quelle che poco tempo fa erano considerate seconde linee, peraltro in difficoltà.
Pavlovic e Thiaw rispolverati insieme proprio contro l’Udinese, fino all’emblema di questa “rinascita” che porta il nome di Chukwueze e Okafor: titolari contro i bianconeri sabato e decisivi dalla panchina contro il Brugge. In una fase di stagione tempestata da impegni, si gioca praticamente ogni tre giorni, è forse questa la chiave che può restituire al Milan un paio di marce in più.
Carattere, gruppo e quelle forze fresche che hanno una voglia matta di mangiarsi il mondo. Il Milan non corre ancora, ma sta pian paino aumentando i giri del motore. Dove arriverà lo scopriremo col tempo, ma la certezza riguarda un tema specifico: Fonseca ha capito di aver bisogno dell’intero organico. Non si tratta di turnover, ma di andare oltre il solito blocco di undici titolari.


