Il nuovo acquisto del Milan Joao Felix ha parlato nella conferenza stampa di presentazione. Queste le parole del portoghese:
“È già passata una settimana, una grande settimana. Sapevo della grandezza di questo club, è un club immenso e quando entri capisci il perché sia uno dei più grandi club d’Europa. Che memoria del Milan ho? Il mio calciatore preferito è sempre stato Kaká, non ho mai parlato con lui da quando sono al Milan. Ci ho parlato in passato, l’ho incontrato negli Stati Uniti. Per me è un idolo, non posso paragonarmi a lui. Vorrei fare la storia come lui al Milan.
Tutti noi attaccanti insieme? Si, certamente, è un’idea. Non so se è normale o no però di solito le persone vedono che la difesa è importante ma non vuol dire che quattro attaccanti non possono difendere. Noi siamo attaccanti ma quando c’è da difendere ci siamo anche noi. Spesso non si vede che anche noi attaccanti aiutiamo dietro e cerchiamo l’equilibrio. Soprattutto nel secondo tempo di Empoli abbiamo attaccato bene e difeso altrettanto, è possibile fare le due cose.
Conoscevo già il mister, ho già giocato anche contro di lui. Ho sempre seguito le partite di Conceicao. Mi ha detto quello che mi aspettavo, quello che volevo, giocare nel mio ruolo. Non mi ha detto se giocherò tanto o poco, ma nel mio ruolo, questo mi ha convinto a venire al Milan. Abbiamo parlato di questo. So come giocano le sue squadre e mi identifico nel suo gioco, anche per questo ho voluto essere qua.
Per adesso sono in prestito fino a giugno, vediamo come va. Per il momento mi sta piacendo molto tutto, il club, le persone, le strutture. Sono stato accolto molto bene sia io che la mia famiglia. L’importante è stare dove ci si sente bene, io mi sento bene qua, poi sappiamo che nel calcio le cose possono cambiare, ma a me piacerebbe restare qua. Cosa mi aspetto? Tutti i club in cui ho giocato, le aspettative che avevano erano che io giocassi al meglio, poi se una cosa non succede non succede, l’importante è perseverare ed andare avanti. So che un giorno ce la farò.
Farò tutto quello che il mister mi chiederà, dall’inizio alla fine, farò del mio meglio e cercherò di essere a disposizione della squadra. Leao? Lui è stato il primo a telefonarmi, a chiedermi se fosse vero che sarei venuto, mi chiedeva se avessi firmato e tutto. Appena ho firmato mi ha telefonato ed era contento. Abbiamo un buon rapporto che cercheremo di portare in campo, abbiamo una buona intesa e mi piace averlo accanto.
Conosco Rui Costa, quando giocavo al Benfica lui lavorava lì, adesso è il presidente. Ho parlato molto con lui. Negli ultimi anni però non ci siamo sentiti. In realtà non mi ricordo di lui al Milan, so solo quello che ho visto su YouTube, so che è un idolo, come Kakà ha fatto la storia del Milan, magari riuscirò a farlo anche io.
Sì, anche l’Inter era interessata a me ma avevo già iniziato a trattare con il Milan, la mia idea era sempre quella di venire al Milan, avevo già in testa il Milan. Ho amato subito l’atmosfera dello stadio, già lo conoscevo. L’atmosfera di San Siro è diversa, era la mia prima partita e non mi aspettavo un’accoglienza del genere. L’affetto dei tifosi si toccava con mano, spero sia sempre così.
Ho scelto il numero 79 perché sono molto affezionato, è stato il mio primo numero, con cui ho vinto il primo titolo, sarà sempre presente nella mia carriera. Sia il 79, che il 14, l’11, il 7 sono numeri che mi piacciono ma non incidono su di me, spero mi possa aiutare.
Obiettivo? Il mio obiettivo è sempre aiutare la squadra e vincere titoli. La carriera di un giocatore è fatta di questo, l’importante è vincere e questo è il mio obiettivo. Fin quando resterò qui il mio obiettivo sarà vincere dei trofei. Calci piazzati? Da quando sono qui ho fatto due allenamenti in campo e gli altri solo di recupero, non abbiamo lavorato molto su questo ma quando sarà necessario ci lavorerò, darò sempre il meglio per la mia squadra.
È presto per dire cosa mi piace e cosa non mi piace, c’è la marcatura a uomo, questo è positivo perché se si fanno le cose giuste riesci a trovare più spazio. Le squadre sono aggressive, ci sono tanti duelli e chi li vince può fare bene. Voglio entrare anche io nella storia del Milan facendo più gol che assist”.


