Dopo la netta vittoria per 4-1 contro la Norvegia, che ha permesso alla Francia di chiudere il girone I a punteggio pieno, Adrien Rabiot ha preferito non sbilanciarsi sul proprio futuro. Il centrocampista, rimasto in panchina per tutti i 90 minuti, è stato intercettato in zona mista, dove gli è stata posta una domanda sul Milan e sul suo nuovo allenatore Ruben Amorim.
«Ora penso solo al Mondiale»
La risposta del francese è stata tanto breve quanto significativa: «Al momento sono concentrato solo sul Mondiale, poi vedremo». Nessuna conferma né smentita sulle indiscrezioni di mercato che lo accostano ai rossoneri: Rabiot ha scelto di rimandare qualsiasi discorso al termine della competizione, mantenendo il focus esclusivamente sul cammino della Francia.
I numeri di Rabiot al Mondiale
Nonostante il turno di riposo contro la Norvegia, Rabiot è stato uno dei protagonisti della fase a gironi della Francia. Il centrocampista ha infatti disputato da titolare le prime due gare della competizione, mettendo a referto anche un assist nella vittoria per 3-1 contro il Senegal. I Bleus hanno concluso il girone I con il massimo dei punti, vincendo tutte e tre le partite e staccando il pass per la fase a eliminazione diretta con grande autorevolezza.



[…] di considerare il romanista Manu Koné il miglior centrocampista francese attuale, meglio di Rabiot e Tchouaméni. Di seguito le sue […]
[…] Rabiot conclude: «Dormiamo molto bene, riusciamo a gestire la pressione. Giochiamo a carte, parliamo molto tra di noi in piccoli gruppi. È anche questo che ci permette di avere un buon affiatamento». […]
[…] Rabiot ha parlato così in conferenza stampa del match: «La Svezia ha ottimi giocatori e, in particolare, una linea d’attacco molto forte, con calciatori di livello mondiale che militano in grandi club e nei migliori campionati. Sarebbe difficile affermare che un giocatore svedese possa prendere il posto di uno francese. Anche se si sente dire che siamo i favoriti assoluti, non abbiamo alcuna intenzione di abbassare la guardia. Abbiamo preso molto sul serio l’Iraq, il Senegal e la Norvegia». […]