Diciotto passaggi, 100% di precisione. Trenta minuti senza sbavature e due aperture di prima intenzione che hanno mandato l’esterno offensivo nello spazio. A volte bastano pochi numeri per raccontare una prestazione, specialmente se il giocatore è stato pagato più di 40 milioni un anno fa. I numeri lasciati da Jashari nell’amichevole contro l’Inter, a Perth, sono stati tutt’altro che banali.
L’anno scorso la sua crescita si era fermata proprio quando sembrava poter decollare. Lo scontro con Gimenez in allenamento, l’infortunio e una preparazione compromessa gli avevano tolto continuità prima ancora di poter entrare davvero nelle gerarchie.
Jashari: la fiducia di Amorim resta uguale
Ruben Amorim ha sempre visto in Jashari un centrocampista da cui ripartire. Uno di quei giocatori che permettono alla squadra di operare le rotazioni senza preoccuparsi di scambiare le pedine fondamentali. Contro l’Inter lo si è visto nelle cose semplici: pochi tocchi e pallone sempre giocato con personalità. E poi quei due cambi di gioco immediati verso l’esterno offensivo, la giocata che spesso trasforma un possesso sterile in un’azione pericolosa.
Sembra più il vice Modric
Più volte si è inserito senza palla quando Leao riceveva largo, attaccando lo spazio con i tempi giusti invece di limitarsi a dare appoggio. È un dettaglio che racconta come Amorim gli chieda qualcosa in più rispetto al semplice palleggio. per caratteristiche Jashari sembra più vicino a Modric: ama ricevere il pallone, orientare il gioco e scegliere la soluzione migliore prima ancora che accelerare con gli strappi.
Se il fisico lo assisterà, senza gli intoppi della scorsa estate, Amorim potrà finalmente capire quanto Jashari sia cresciuto e quanto possa essere versatile. Avere un centrocampista capace sia di dare ordine sia di occupare gli spazi offensivi significa poter cambiare volto alla squadra senza cambiare interpreti. Proprio da questa amichevole può iniziare la stagione che finora gli è sempre sfuggita sul più bello.


