San Siro si prepara ad ospitare il primo Derby di Milano di questa stagione con le due milanesi che, come anche le altre squadre di Serie A, non corrono a ritmi frenetici. Si potrebbe quasi dire che sono ancora in fase di riscaldamento. L’Inter e la Roma comandano la classifica con 24 punti in 11 partite giocate, una media di 2,2 punti a giornata. Non altissima, ma coerente con quella che lo scorso anno ha permesso ai partenopei la conquista del tricolore. A seguire ci sono Milan e Napoli a 22, Bologna a 21 e Juventus a 19.
Una Serie A a ritmo lento
Nei piani alti sembra non esserci quindi troppa fretta di fare punti, ma forse in realtà un’accelerata servirebbe un pò a tutti. Chi potrebbe stare un pò più tranquillo, in questo gruppone di 6 squadre, è il Milan. I rossoneri sono gli unici a non giocare in Europa e ad avere sempre l’intera settimana a disposizione per preparare la gara successiva, dettaglio che la scorsa stagione ha aiutato il Napoli a conquistare lo scudetto.
Soprattutto durante il periodo tra Febbraio e Aprile, le squadre iniziano a sentire i primi acciacchi dovuti al doppio impegno, triplo in caso di Coppa Italia, e perdono dei punti per strada. Non è da tutti mantenere un buon ritmo in tutte le competizioni fino alla fine, l’ha fatto l’Inter l’anno scorso, ma è crollata sul più bello.
Derby Inter-Milan: perché non sarà decisivo
Per questi motivi citati qui sopra il Derby di domenica tra Inter e Milan non potrà essere decisivo. I punti vanno e vengono, una vittoria porterebbe i nerazzurri a +5 dai rossoneri, ma comunque non chiuderebbe alcun cancello. Certo, ciò non significa che si può prendere la gara alla leggera perché non deciderà alcunché, ma qualche pressione la toglie.

L’Inter arriva da una finale di Champions, un secondo posto in Serie A e una semifinale di Coppa Italia, segno comunque – seppur senza nessun trofeo alzato – del grande livello della squadra, che è stata poi migliorata in estate. In attacco Esposito e Bonny hanno alzato di gran lunga il livello, rispetto a Taremi e Correa: basti pensare che i nuovi hanno ad oggi già segnato più gol (6) rispetto alla vecchia coppia (5) durante tutta la scorsa stagione.
Il Milan arriva invece da un ottavo posto, una finale di Coppa Italia persa e una Supercoppa Italiana vinta a gennaio, proprio contro i cugini. Al momento è facile prevedere che, sulla carta, l’Inter è favorita, anche se non significa vittoria assicurata. Non bisogna dimenticare che il Diavolo è uscito imbattuto negli ultimi 5 Derby disputati durante tutta la scorsa stagione (3 vittorie e 2 pareggi), e in nessuno di essi partiva chiaramente avvantaggiato, anzi.
Non perdere, anche se non puoi vincere
Chiuso tutto questo discorso il Milan avrà comunque l’obbligo di non perdere questa gara. Allegri cerca di insinuare il suo concetto – anche Contiano, se si vuole – “Se non puoi vincere, almeno non perdere” nella testa dei suoi giocatori, e dovrà essere ben chiaro a tutti domenica. Se è vero che il campionato non si chiuderà con la sconfitta di una delle due nel Derby, è altrettanto vero che una sconfitta non è mai ben accetta.
È prevedibile che l’Inter sarà aggressiva sin da subito, cercando di tenere in mano il pallino del gioco e di mordere non appena ne avrà l’occasione. D’altro canto il Milan reagirà di contropiede con Leao e Pulisic che dovranno essere chirurgici in ogni loro mossa: l’Inter è una squadra forte, preparata ed esperta. Questa tipologia di squadre non perdona, mai.
Eppure, fin qui, gli uomini di Allegri hanno dimostrato grande freddezza e unione di intenti contro le grandi di questo campionato. Bologna, Napoli e Roma hanno alzato bandiera bianca contro il Diavolo, segno che la squadra ha le idee molto chiare su come comportarsi contro le corazzate. Un filo diverso è il tema riguardante gli scontri contro le piccole, ma questo è un altro discorso.


