Per anni, in casa Milan, si è percepita la mancanza di una figura capace di agire con autorevolezza e visione nel ruolo di direttore sportivo. Con l’arrivo di Igli Tare, ex architetto delle fortune della Lazio, le cose sono cambiate rapidamente. Finalmente i rossoneri possono contare su un dirigente che mastica calcio come pochi e che non teme di prendere decisioni impopolari ma strategiche.
La sua impronta è chiara: gestire il patrimonio tecnico ed economico del club con lucidità, valorizzando le cessioni e reinvestendo con intelligenza.
Un mercato in uscita da manuale
Negli ultimi mesi, Tare ha confezionato una serie di operazioni che hanno lasciato a bocca aperta addetti ai lavori e tifosi. Alcuni esempi parlano da soli:
- Malick Thiaw al Newcastle per 40 milioni di euro: un difensore non titolare, con qualche errore pesante alle spalle, ceduto a una cifra record.
- Tijani Reijnders al Manchester City per 70 milioni (bonus inclusi): una plusvalenza che ha permesso di ricostruire il centrocampo con Ricci, Jashari e Modric, un mix di presente e futuro.
- Emerson Royal al Flamengo per 9 milioni: una cessione quasi insperata dopo una stagione da dimenticare.
- Theo Hernández ceduto a un anno dalla scadenza per 20 milioni: mossa che evita il rischio di perderlo a parametro zero.
- Marco Pellegrino al Boca Juniors per 3,5 milioni: difensore finito ai margini, piazzato dopo tre prestiti consecutivi.
Non diamo a Igli Tare la paternità di alcune operazioni (vedi la cessione a titolo definitivo di Kalulu alla Juventus) semplicemente perché pregresse al suo arrivo. Di certo la sua oculatezza sul mercato ha permesso al Milan, economicamente, di sopperire al momento ai mancati introiti derivanti dalla Champions League. Per completezza, hanno lasciato il Milan finora anche Jovic, Walker, Sottil, Felix, Abraham, Camarda, Sportiello, Pobega, Vasquez e Liberali (c, Catanzaro)
Il possibile capolavoro Musah
La ciliegina sulla torta potrebbe arrivare con la cessione di Yunus Musah per circa 30 milioni di euro. Il centrocampista statunitense, oggi riserva e considerato esubero, è nel mirino di Napoli e Nottingham Forest. Se l’operazione dovesse andare in porto, sarebbe l’ennesimo colpo magistrale di Tare: liberare spazio salariale, incassare una cifra importante e continuare la rifondazione della rosa. Con un giocatore che, francamente, non ha mai convinto.
Una filosofia vincente
Il metodo Igli Tare è semplice ma efficace: vendere bene, comprare meglio. Le cifre incassate non restano ferme in cassa ma vengono reinvestite in giocatori funzionali al progetto tecnico, mantenendo un equilibrio tra esperienza e prospettiva (vedi l’asse Thiaw – De Winter).
La sua abilità non è solo nelle trattative, ma nella capacità di leggere il momento giusto per cedere un calciatore. Non esistono incedibili, esistono solo occasioni per migliorare squadra e bilancio.
Il Milan guarda al futuro con fiducia
Con un direttore sportivo così, il Milan torna a ragionare come un club di vertice europeo: sostenibilità economica, operazioni intelligenti e squadra competitiva. I tifosi rossoneri possono finalmente dire di avere un uomo-mercato che sa esattamente come muoversi, capace di trasformare possibili problemi in grandi opportunità. Poi, come sempre, sarà il campo a dire l’ultima parola.
Come recita un vecchio adagio calcistico, «le grandi squadre si costruiscono anche vendendo». Igli Tare, finora, lo sta dimostrando alla perfezione.

