«Sono qui per starci a lungo, ho un lavoro da fare. Mi sono impegnato a riportare il Milan in vetta alla Serie A e all’Europa, non mi fermerò prima di aver raggiunto questi risultati. E quando li avremo raggiunti, vorrò raggiugerli ancora». Le parole di Gerry Cardinale al Corriere della Sera suonano decise, ferme, perentorie. Quando il proprietario di RedBird parla dimostra una sicurezza e una determinazione non indifferenti: è così che ha smentito le voci di una possibile cessione del club, ribadendo l’intenzione di voler restare al comando e proseguire nella sua missione. Alle parole vanno però accompagnati i fatti ed è questo che interessa davvero ai tifosi rossoneri, costretti quest’anno a sorbirsi la cavalcata solitaria dei cugini verso la seconda stella.
Gerry Cardinale e il bisogno di investire
Tornare a competere per grandi traguardi in Europa non è uno scherzo, la distanza dalle big come Real Madrid, Psg, City e compagnia cantante è oggettivamente impossibile da colmare. Ciò che si può fare è provare a ridurre il più possibile il gap, ma per riuscirci occorre investire. La gestione virtuosa che ha rimesso a posto i conti è stata senza dubbio esemplare ma adesso è necessario uno step in più perché agire in questo modo non può bastare per alzare il livello, se davvero è questo a cui l’imprenditore statunitense aspira davvero. La sensazione è che ad oggi l’obiettivo Champions con relativi introiti vada più che bene, le parole di Scaroni – che somiglia a quella di una maldestra voce della verità – a tal proposito sembrano emblematiche.
Gerry Cardinale e il nuovo stadio
Fondamentale anche il nodo stadio: «Sono molto soddisfatto dei progressi che stiamo facendo – ha detto Cardinale -, decisamente tanti in 18 mesi, per arrivare a costruire il primo nuovo stadio in Italia dal 2011, con 70.000 posti. Riconsiderare San Siro? Non credo a questo punto, ma ogni opzione merita attenzione». La non chiusura totale all’opzione San Siro da questo punto di vista è una nota stonata: è necessario chiudere definitivamente il capitolo con uno stadio glorioso, ricco di successi ed emozioni ma ormai sorpassato. Basta prestarsi ai giochetti della politica e dei comitati oppositori, la credibilità di Cardinale passa anche dal nuovo impianto: San Donato sembra essere un percorso ben tracciato, giusto continuare a percorrerlo senza farsi attrarre da ipotesi poco credibili.


