È il miglior Adrien Rabiot di sempre? Se lo chiede il sito della Gazzetta dello Sport, i dati provano a rispondere. Con il Milan di Ruben Amorim il numero 12 ha cominciato la stagione a un ritmo realizzativo mai visto prima nella sua carriera: in Serie A ha raccolto otto presenze, cinque gol e tre assist in 576 minuti. Significa un contributo diretto a una rete ogni 72 minuti, una produzione offensiva eccezionale per un centrocampista che non ha mai avuto nel gol la propria principale specialità.
METTILO OVUNQUE, RENDE BENE ALLA STESSA MANIERA
Il confronto con il passato è quello che rende il divario significativo. Nella Serie A 2025/26, sempre con il Milan ma questa volta di Massimiliano Allegri, aveva chiuso con sei reti e cinque assist in 29 partite: oggi, dopo appena otto gare, è già vicino a quei numeri. Qui si dice tutto. Anche le sue migliori annate juventine raccontano un giocatore capace di incidere, ma non con questa continuità sotto porta: nel 2022/23 segnò otto gol in campionato, mentre nel 2023/24 ne realizzò cinque. Partenza straordinaria.
In Europa League il rendimento è meno appariscente, ma ci sta pure: tre presenze, 123 minuti, zero gol e un assist. Il minutaggio ridotto suggerisce un impiego ancora marginale nella competizione che, in questo inizio di stagione, non è un vero e proprio focus del Mister. Lo dicono le rotazioni, il turnover.
Chiudendo il discorso, attenzione all’avanzamento tattico. Una grande novità di lettura di Amorim è la varietà delle zone in cui lo utilizza: mediano, mezzala e persino più avanzato partendo da un inserimento. Questa duttilità, insieme alla leadership e alla maturità, lo rende un pilastro della squadra che, nel futuro che si immagina Gerry Cardinale, può essere la base di un ciclo di rinnovamento. Senza il suo rinnovo il rischio è quello di perdere uno che segna (e tanto), uno che difende, uno che sa fare tutto. È davvero il miglior Rabiot di sempre? Dirlo già a novembre sarebbe prematuro…ma ci siamo in previsione.



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