Gattuso: “Ho sofferto per delle cose non vere. Milan? Scudetto meritato, non sono stupito”

Gennaro Gattuso - Milanpress, robe dell'altro diavolo
Gennaro Gattuso - Milanpress, robe dell'altro diavolo

Torna a parlare Gennaro Gattuso. Dopo le ultime vicende che lo avevano coinvolto dall’addio lampo alla Fiorentina fino al mancato approdo al Tottenham per l’insurrezione dei tifosi, l’ex allenatore del Milan, ora al Valencia, si racconta a Sky Sport toccando diversi temi.

Forse sbaglio a non parlare per difendermi – ha detto -, ma io sono fatto così. Però sarei ipocrita se dicessi che non ho sofferto per tante cose che sono state dette sul mio conto. Ho sofferto in silenzio, devo dire che ultimamente sono stato bersagliato su tante cose che non fanno parte della mia persona. Sono uscite cose non vere, perché sono state prese frasi dette 15 anni fa e inserite in un contesto per fare polemica. Ma io sono una persona totalmente diversa rispetto a quella che hanno descritto“.

L’anno scorso ci ho sbattuto i denti, tutti pensavano che avessi lasciato la Fiorentina perché fossi già d’accordo con il Tottenham, ma non è andata così. Il Tottenham è arrivato dopo, poi non sono più andato lì a lavorare per delle cose non vere. I dirigenti del Tottenham ci sono cascati e ho pagato. Quando succedono queste cose diventa difficile difendersi, per fortuna al Valencia la dirigenza mi ha appoggiato. I social possono distruggere un personaggio o una persona e ci sono tanti esempi: penso ai ragazzini che finiscono sul web, rimangono etichettati per tutto il resto della vita a causa di un piccolo errore. Su questo bisogna lavorare. Quando hai una famiglia e degli amici che ti supportano nel quotidiano, passa tutto. Ma se non hai tutto questo è difficile. Non tutti gli esseri umani sono forti, è un mondo troppo complicato da capire e penso che ci vorrebbero un po’ di regole. Lascio passare tante cose che sono state dette, anche se sono stato davvero male. Ma va bene così“.

Milan? La storia non si può cancellare, rimane sempre la gioia quando vedi vincere la tua squadra del cuore, quella per la quale tifavi da bambino; ho indossato quella maglia per 500 partite. Non sono rimasto stupito dal loro successo, negli ultimi 5-6 mesi il Milan ha proposto un calcio nuovo e ha sorpreso tutti, avevo capito che poteva fare qualcosa di importante, che era difficile giocare contro di loro. Lo scudetto lo hanno meritato“.

Napoli? Ho allenato un grande club con grandi giocatori, allenare quella squadra mi ha insegnato tanto, avevo giocatori di qualità. Mi spiace per quello che è successo nell’ultima giornata, se avessimo vinto quella partita saremmo arrivati secondi. Ho le mie colpe, qualcosina abbiamo sbagliato, venivamo da venti risultati utili consecutivi, quel secondo posto valeva come uno scudetto. La partita con il Verona è stata una ferita rimasta aperta per tanto tempo. Il Napoli ha dato continuità per 7-8 anni allo stesso gruppo di giocatori, una cosa anomala al giorno d’oggi. Sono orgoglioso di aver allenato il Napoli e di aver lavorato per questa città“.

Lo scorso anno – conclude Gattuso – non avevo voglia anche per quanto successo a Firenze, se mi manca il fuoco dentro sono una persona normale, per questo sono rimasto un anno fermo. A volte in generale mi contestano perché grido troppo, ad altri miei colleghi invece li massacrano perché non parlano tanto. Nel nostro mondo non va mai bene nulla. Quando ero bambino io si giocava dieci ore al giorno per strada, adesso dieci ore si gioca complessivamente in una settimana. I nostri figli oggi sviluppano altre capacità, sono fenomeni sui telefonini. Bisogna ripartire dalle parrocchie, dai campi, comprare qualche giocatore in meno e costruire più campi. Il talento si sviluppa allenandosi ore e ore, io penso che oggi ci si allena poco, bisogna tornare a farlo per ore e ore come succedeva una volta, solo così si sviluppa la tecnica“.

Gennaro Gattuso - Milanpress, robe dell'altro diavolo
Gennaro Gattuso – Milanpress, robe dell’altro diavolo